…che Dio Perdona a tutti, Pif.

…che Dio Perdona a tutti, Pif.

Nonostante i gran casini della mia vita, andiamo avanti.

Mi spiace non avere più il tempo materiale per aggiornare il blog come prima.
Anche se scrivo meno, ho deciso che avrei cercato a tutti i costi di non perdere la buona e bella abitudine di leggere.

L’ultimo libro che ho scelto – l’ho finito di leggere in pochi giorni vista la sua scorrevolezza – è stato quello di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif: “…che Dio perdona a tutti”, della Feltrinelli Editore.

Perché ho scelto proprio il libro di Pif?

Perché LO AMO.

No, non è un modo di dire, io lo amo proprio.

Mio marito sa che io potrei lasciarlo benissimo per Pif, e non se ne preoccupa troppo come fosse una cosa remota e lontana, tipo volersi mettere con Brad Pitt.
Ignora evidentemente che io ho serie intenzioni di farlo diventare il mio secondo marito.

Lo trovo sexy (seppur non bellissimo), ironico al punto giusto, socialmente e politicamente impegnato ma mai palloso e scontato, indolente e pigro come la sottoscritta, sincero fino alla brutalità. Poi ha quell’irresistibile accento siciliano e quel suo essere sempre un po’ in stato semi confusionale, che ti lascia sempre davanti all’eterno quesito: “ma questo, c’è o ci fa???”.

Ho visto tutte le puntate de Il Testimone, i suoi film, e potevo non leggere il suo primo libro?

No di certo.

 

...che Dio perdona a tutti è la storia di Arturo, agente immobiliare single e senza grosse ambizioni nella vita.
‘Il suo principale obiettivo nella vita è tenere immutato lo stato delle cose’ (cit.)

Ha una passione sfrenata e morbosa per i dolci siciliani con la ricotta, e quando incontra una pasticcera di cui si innamora pensa veramente di aver vinto tutto dalla vita.

I problemi sorgono quando lei, cristiana praticante, chiede a lui più partecipazione e coinvolgimento verso la religione.
E lui, un po’ per farla contenta, un po’ per provocazione, decide di seguire per tre settimane alla lettera gli insegnamenti cattolici. ALLA LETTERA. Ma proprio alla lettera.

Questo dà il via a una serie di episodi e avvenimenti al limite dell’assurdo, tra una risata e l’altra Pif ci fa riflettere sulle enormi ipocrisie della Chiesa e di chi pratica la religione.

Ma attenzione, non si tratta di una critica al cattolicesimo, anzi, forse Gesù Cristo è l’unica figura che esce “pulita” da tutta questa narrazione.

Siamo noi umani, che per comodità, pigrizia, superficialità, pizzico di egoismo, adattiamo il nostro credo a ciò che ci è più congeniale.
I valori veri del cattolicesimo sono fondati innanzitutto su solidarietà, rispetto, uguaglianza, fratellanza, verità, nessun attaccamento ai beni materiali.

Quanti si possono dire senza peccato?

Praticamente nessuno. Ma chi se ne frega, che tanto, appunto, Dio perdona a tutti.
Parroci e politici collusi compresi.

 

Forse il mio amore di Pif mi rende estremamente di parte, ma a me questo libro è piaciuto.

Non credo certo vincerà il premio Nobel, però è scorrevole, ben scritto, con una metrica accattivante.
Riesce a divertire e far riflettere contemporaneamente (lo stile che preferisco), e se proprio devo fare una critica – perché altrimenti non sono io 🙂 – è che forse avrei tagliato un po’ corto sulla questione dolci siciliani.

In certi passaggi sembra più una guida gastronomica a favore della Sicilia (poco conosciuta ai più) che un romanzo.

Bravo Pif.

E adesso invitami a cena 😉

 

 

 



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6 Commenti on "…che Dio Perdona a tutti, Pif."

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alfadado
Ospite

Mi hai convinto. Lo compro. 😜

Pensieri rotondi
Ospite

Bentornata… e con un post luccicante! Mi hai incuriosito. Però con Pif non andrei oltre una bella serata: è un falso magro con maniglie e pancetta! :p