Senso di colpa se esco senza figlio? Ma anche no.

Senso di colpa se esco senza figlio? Ma anche no.

L’altro ieri io e mio marito abbiamo fatto un’uscitina a due.

Non capita spesso, e il motivo è semplice: non abbiamo nessuno che ci tenga il bambino.

Quando capita, non mi sento assolutamente in colpa.

Anzi.

Una volta ogni tanto mi piace sedermi a tavola e finire il mio pasto con calma, chiacchierare con mio marito del più e del meno senza interruzioni, parlare anche di argomenti che in genere trattiamo solo la sera, quando lo gnomo dorme, come ad esempio scelte sulla sua educazione o preoccupazioni in generale.

Mi piace ogni tanto prendermi i miei spazi, lo yoga, qualche uscita con le amiche, avere la casa silenziosa.
Mi ricarica, e non mi fa certo sentire una madre peggiore, poiché il resto del mio tempo e della mia vita è completamente centrato sul mio ruolo di madre e ho scelto di essere presente quanto più possibile.

Quando abbiamo fatto la scelta di allontanarci migliaia di chilometri dalle nostre famiglie di origine, molti si sono messi le mani nei capelli.

Ma senza nonni, come farete?

Io in questo sono sempre stata molto poco italiana, ho sempre pensato che le scelte della nostra famiglia devono essere nostre e basta, non mi è mai interessato, per dirla tutta, invecchiare accanto a mammà.

Anzi, se potessi andrei a vivere anche più lontano, farei una esperienza all’estero domani.
La stessa indipendenza la auguro anche a mio figlio, da adulto
.

Ovviamente questo rende la quotidianità molto più complessa, la gestione di un figlio senza aiuti è difficile, lavorando io adesso a spizzichi e bocconi per il momento siamo riusciti a incastrarci in qualche modo, ma se un domani dovessi tornare a lavorare a tempo pieno dovrò trovare necessariamente un aiuto esterno.

Tutta questa premessa per dire che, quando d’estate veniamo nella casa al mare dei miei, a 300 km da Cagliari, ogni tanto cogliamo la palla al balzo, gli lasciamo lo gnomo per qualche ora e cerchiamo di fare – spesso senza riuscirci – i fidanzatini.

Prendi l’altro ieri.

Decidiamo di provare questo nuovo ristorante qua in zona, dove fanno sushi e non solo.

Ma la serata non promette benissimo fin dall’inizio, con mio marito bloccato da un gran torcicollo che pare di uscire con Ken di Barbie (senza addominali, e senza la Barbie).

Poi litighiamo perché lui si fa soffiare un parcheggio da sotto il naso (sempre per rimanere zen).

Poi ci perdiamo, e per capire dove ci troviamo ci viene la brillante idea di usare Google Maps, ma giriamo attorno al locale per mezz’ora come due cretini.

Iniziamo a innervosirci.

“Ma che ci vuole a guardare una mappa?”

Guarda che non è colpa mia, è sto coso che non si capisce… preferivo il tutto città”

“Ma che tutto città e tutto città, è che hai un cellulare dell’anteguerra, fai guardare sul mio”

Forse facciamo prima a chiedere informazioni”

“Ora ce la faccio se aspetti un minuto si aggiorna…”

Dopo aver girato in tondo per mezz’ora finalmente arriviamo.

Siamo io, lui e due milioni di zanzare.

Ho solo le salviette alla citronella per bambini dietro, capirete l’efficacia.


A un certo punto arriva poco distante da noi una famiglia con un figlio di pochi mesi e una bambina di un paio d’anni.

Tra un paio di poppate, il ruttino, un po’ di pianti, qualche capriccio e una fuga verso la strada della figlia grande, riescono a portare avanti una cena che probabilmente gli rimarrà sullo stomaco.

Provo tenerezza, vorrei alzarmi e offrirmi di tenergli il bambino, così, per farli mangiare in santa pace.

 

Come sembrano lontane le coppie con i figli quando non li hai, e come ti sembra di vedere bambini in ogni dove quando lasci i tuoi a casa-

Guarda, quel bambino ha i pantaloni come quelli di Jacopo’
Guarda che bei giochini, sarebbero piaciuti tanto a Jacopo’
Che confusione, chissà come si sarebbe infastidito Jacopo’


Perché anche se cerchi di staccare, anche se hai bisogno di un sano allontanamento ogni tanto, anche se apprezzi il camminare mano nella mano con tuo marito e fermarti a vedere dalle bancarelle con tutta calma, alla fine saranno solo le bolle di sapone e aeroplanini quelle che cercherai, perché è ormai assodato che le cose sono cambiate, e cambiate per sempre.

CHE I FIGLI SONO COME UN PIXEL CHE TI ENTRA IN TESTA, CHE SI RIPRESENTA SEMPRE, A RICORDARTI DI COSA SEI COMPOSTA.



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4 Commenti on "Senso di colpa se esco senza figlio? Ma anche no."

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MammaSerena
Ospite

Sacrosante parole.
Tutte, una dopo l’altra.
L’esempio dei pixel poi calza a pennello ☺️

Pensieri rotondi
Ospite

Quanto hai ragione. Però non è giusto, che quando siamo fuori da soli ci venga sempre il prurito dei figli, parlare di loro, tornare sempre lì. Credo che bisognerebbe uscire a due più spesso. Tipo: se lo fai due sere di fila, la prima esci da madre, ma magari alla seconda riesci a essere solo donna.