Viaggio in Provenza coi bambini (part II)

Viaggio in Provenza coi bambini (part II)

Prosegue il racconto del mio viaggio in Provenza coi bambini,
questa è la seconda parte del diario di bordo.  

Eravamo rimasti al giorno 3, appena preso possesso della casa all’Isle Sur La Sorgue, pronti a visitare Avignone e Pont du Gard – qui trovi la prima parte del racconto.

 

GIORNO 4 – PONT DU GARD E AVIGNONE

La città dei Papi (Avignone) rimane a circa 30 km a ovest dall’Isle Sur La Sorgue, proseguendo per circa altri 15 minuti sempre a ovest si arriva invece a Pont Du Gard.

Decidiamo di fermarci la mattina a quest’ultimo, e poi di visitare Avignone sulla strada di rientro a casa.

Pont Du Gard è un acquedotto, nonché ponte antico più alto del mondo (49 metri!).
Fu costruito dai romani verso il 50 d.c, ed è stato dichiarato patrimonio Unesco.

 

Da qualche anno è stato trasformato in un gigantesco parco attrezzato, con spazi dedicati come una ludoteca (dai 5 anni), un museo (molto interessante, l’abbiamo visitato finché lo gnomo ha retto) e varie esposizioni.

Si può entrare da due accessi, seguendo le indicazioni che da Avignone fioccano in ogni dove, la destra o la sinistra. La sinistra è di gran lunga la migliore.

Noi abbiamo parcheggiato (a pagamento, ma il parcheggio include anche l’ingresso, e i bambini sotto i 5 anni non pagano) e poi abbiamo fatto una lunga passeggiata a piedi dalla parte sinistra, attraversato il ponte e sbucati alla parte destra.
Ci sono diversi percorsi naturalistici che si possono fare, è possibile anche salire nella parte più alta del ponte.

Per motivi di tempo e prole al seguito 🙂 abbiamo scelto quello più semplice e breve.

Dalla parte destra ci sono delle piccole “spiagge” dove è possibile avvicinarsi al fiume Gardon. Jacopo si è divertito a lanciare i sassolini nel fiume senza sosta, altri bambini facevano persino il bagno. Secondo me per il bagno faceva veramente veramente freddo, ma noi mamme italiane, si sa…

Abbiamo mangiato nel bar là davanti un panino (6.50€ un panino col prosciutto!) e ci siamo rilassati un pochino.
Il parco è così enorme che ci si potrebbe benissimo passare una giornata intera, magari facendo un bel pic-nic sulla riva.

Ma noi di pomeriggio decidiamo di andare via per visitare Avignone, visto che è nei paraggi e altrimenti quando ci ricapita?

Lo gnomo cammina senza sosta e con energia, meno male perché non sarebbe stato comodissimo col passeggino.

E qui veniamo folgorati da un pensiero:

ABBIAMO LASCIATO IL PASSEGGINO A CASA!!

Come faremo a visitare la città, che piccola piccola non è?

Jacopo in auto crolla all’istante dal sonno, ma tempo 20 minuti e siamo arrivati.
Decidiamo di sostare in un’area ombreggiata là vicino e farlo riposare almeno 30, 40 minuti per ricaricarlo.

In realtà si sveglierà da solo molto prima del previsto, pronto a proseguire.

Dove parcheggiare ad Avignone? Ci sono molte navette che portano all’interno delle mura della città gratuitamente, i parcheggi in genere sono a un paio di Km da queste, ma noi per comodità decidiamo di parcheggiare all’interno.
Devo ammettere che troviamo parcheggio quasi subito, 4€ fino a sera.

Ovviamente la prima cosa che rimane impressa di questa città è lo straordinario e maestoso palazzo dei Papi, la città è famosa infatti per essere stata la seconda sede papale durante il medioevo.

 

 

Per sopperire alla mancanza del passeggino ci viene un’idea che si rivelerà molto turistica ma geniale, permettendoci di accontentare una richiesta dello gnomo e allo stesso tempo girare la città.
IL TRENINO TURISTICO!

Giro di 50 minuti, 9€ a testa e i bambini sotto i 6 anni non pagano.

C’è un’audioguida in tutte le lingue, italiano compreso, e il tempo scorre che è una meraviglia.
Passiamo dentro la città e appena fuori dalle mura per vedere il Ponte Saint-Bénézet.

Oltre la parte più vecchia della città e il bellissimo parco Rocher Des Doms, situato sopra una piccola collina che altrimenti non saremmo mai riusciti a percorrere, vediamo anche la cosiddetta parte moderna. La Rue de la République, con la sua sfilza di negozi e le sue boutique praticamente uguali in tutte le parti del mondo.

Finito il tour entro per misurare delle graziosissime scarpe, sono le 18.50, i negozi chiudono inderogabilmente alle 19. La commessa mi butta fuori mentre le sto provando. Giuro.

 

GIORNO 5 – L’ISLE SUR LA SORGUE – LE BAUX DE PROVENCE

La mattina, essendo domenica, ci viene consigliato di restare a L’Isle Sur la Sorgue, perché c’è un mercato molto carino che percorre le vie di tutta la cittadina.

Il mercato è in effetti molto bello, pieno di prodotti tipici provenzali (compriamo un formaggio che gnam gnam), dei bellissimi banchi della frutta e un sacco di prodotti artigianali, anche se non posso certo dire a prezzo vantaggioso.

Il problema è che si rivela essere veramente grande e caotico, in certi punti è impossibile camminare. Jacopo inizia a frignare dicendo che ha sonno anche se ha dormito fino a tardi, probabilmente la confusione lo stordisce, saliamo a casa a prendere il passeggino, ma camminare per le vie affollate col passeggino forse è ancora più scomodo che tenerlo in braccio. Poi anche il caldo inizia a farsi sentire… insomma, dopo poco più di un’ora torniamo a casa. 

Pomeriggio, dopo aver fatto un micro pisolino andiamo a Le Baux de Provence, minuscolo paesino arroccato sulle rocce a circa mezz’ora di strada.

 

è veramente pittoresco, sembra di essersi fermati al medioevo. Bellissimo perdersi per i vicoli fatti di ciottoli, e guardare il panorama dal piccolo belvedere.

 

 

Tornando decidiamo di fermarci a cena in un paesino leggermente più grande molto vicino a Le Baux, Saint Remy de Provence.

Siamo affamati e il nostro primo obiettivo è cercare un posto dove mangiare, facciamo un rapido giretto per le viuzze del centro, ma rispetto a le baux questo paese rimane decisamente più anonimo, sarà anche per via dei negozi tutti chiusi (alle 19 in punto anche qui).

 

GIORNO 6 – GORDES E ABBAZIA DI SENANQUE

Il 6° giorno decidiamo di vedere il bellissimo villaggio di Gordes e l’abbazia di Senanque che è proprio là accanto.
La mattina però per caso facciamo una piccola deviazione in un altro paesino famoso per la sua sorgente: Fontaine de Vaucluse.

Dal centro del paese – molto simile e molto vicino a l’Isle sur la Sorgue – seguendo il percorso indicato, in 10 minuti a piedi (percorribili anche col passeggino) si arriva a questa spettacolare sorgente dalle acque turchesi. La profondità resta un mistero, più di 300 metri!

Fu d’ispirazione anche a Petrarca che visse qui per un certo periodo.

 

Arriviamo a Gordes a mattinata inoltrata. Veramente molto turistica, anche per via del film “un’ottima annata”, che era ambientato in questo bellissimo borgo e che l’ha reso celebre, è strapieno e fatichiamo a trovare parcheggio.

Ci portiamo dietro il passeggino ma non è una buona idea. Tutto il villaggio è fatto in pietra, anche le strutture moderne come un recente ospedale hanno dovuto seguire questo criterio di costruzione, le viuzze sono strette e coperte di ciottoli, ma che scorci!

 

Il paese appare come per incanto lungo la strada, col suo bellissimo castello costruito intorno all’anno 1000.

 

Poco distante (giusto un paio di km) troviamo la famosa Abbazia di Senanque, monastero famoso per la sue foto che rappresentano la Provenza nelle varie cartoline.

Davanti dovrebbero esserci campi di lavanda, ma non è ancora fiorita.
Peccato, la vista perde parecchio.

 

Siamo indecisi se fare un giro all’interno dell’abbazia. La guida è solo in francese, costa circa 7€ a testa e dura 45 minuti. Non credo lo gnomo reggerebbe tanto, e non conoscendo il francese, manco noi. Tralasciamo.

Compriamo nella boutique un paio di prodotti creati dagli stessi monaci, visitiamo una bellissima chiesetta nel retro (spoglia e sobria come poche chiese sanno essere) e andiamo via.

GIORNO 7 – ROUSSILLON E I SENTIERI D’OCRA

Lo so, siamo due stupidi, ma per un attimo io e mio marito abbiamo veramente pensato di saltare questa tappa. Avevo letto che per fare i sentieri d’ocra – cave di minerali terrosi proprio accanto al graziosissimo paese di Roussillon – bisognasse camminare un’ora e che le scarpe e i vestiti sarebbero rimasti macchiati di rosso ocra.

 

La storia della camminata è vera in parte: ci sono due sentieri, uno di mezz’ora e uno di un’ora, noi abbiamo scelto il corto ma forse avremmo potuto fare con un po’ di sforzo pure il lungo, e invece le scarpe sono uscite solo leggermente impolverate, niente a cui una lavatrice non sia riuscita a porre rimedio.

Queste montagne sono spettacolari, viste con gli occhi di un bambino poi devono essere strepitose.
“Mamma, è tutto rosso!” , è stato il commento dello gnomo.

Passeggini vietati, ingresso 2.50€ a testa, bambini gratis. Se avete un bambino piccolo il marsupio qui è l’ideale.

 

 

Dopo il sentiero siamo andati a visitare il paesino di Roussillon, le cui casette sono tutte tendenti al rosso, come la polvere che le circonda.

L’ho trovato incantevole, diverso da tutti gli altri borghi che abbiamo visitato.

 

Questo è stato l’unico giorno in cui ha fatto veramente caldo, il che ci ha limitato un pochino, considerando anche che era ora di pranzo. A proposito di pranzo… ho mangiato una crepes salata deliziosa!

 

GIORNO 8- AIX EN PROVENCE E PARTENZA

Arriva il momento di lasciare il nostro appartamento.
Una nave ci aspetta a tarda sera da Nizza per riportarci a casa.
Lungo la strada di ritorno, circa 2 ore e mezza, ci fermiamo a Aix En Provence.

Città universitaria (e si vede! quanti ragazzi), la trovo elegante e accogliente.
Piena di animazione, fiori, viali alberati, fontane… ci perdiamo nei suoi vicoli.

In un attimo si fa pomeriggio e decidiamo di metterci in moto.

Sulla via del rientro, avvisati di un ritardo della nave, ne approfittiamo per fermarci nei dintorni di Nizza, precisamente a Cagnes-sur-Mer, che immagino sia una sorta di località balneare per ricchi nizzardi.

Il nostro scopo in realtà è solo farci un bagno e rilassarci, visto il caldo torrido.
L’acqua è molto pulita, le spiagge quasi tutte libere. Peccato per i SASSI!
Non siamo molto attrezzati e ci distruggiamo i piedi, ma dopo un pochino ci si abitua.

 

 

***

La nave alla fine partirà con oltre 2 ore di ritardo, ma questa volta il mare è piatto come una tavola e tutto sommato il viaggio scorre con tranquillità.

Arriviamo a Golfo Aranci la mattina alle 11 anziché alle 9. Stanchi ma felici.

 

Vi lascio un disegno del tragitto che abbiamo percorso, in rosso le tappe che abbiamo visitato

 

Se state organizzando il vostro viaggio in Provenza e avete bisogno di dritte o consigli scrivetemi pure, vi risponderò con piacere!

 



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