Il nostro matrimonio, con cerimonia civile all’aperto e addobbi campestri

Il nostro matrimonio, con cerimonia civile all’aperto e addobbi campestri

Per chi non lo sapesse, il 20 Maggio ci siamo sposati.

Aspettative e realtà, si sa, non combaciano mai.
Avevo già parlato in questo post di come fosse difficile mettere in pratica certi desideri e certe fantasie che covavo da anni.

Ciò nonostante sono stata molto contenta del risultato finale, e il mio unico rimpianto è quello di essere stata troppo emozionata e con la testa in “palla” per riuscire a godere appieno di ogni momento.
Ma d’altronde non poteva che essere altrimenti, specie per una come me che si commuove per la pubblicità dei pannolini.

Ma andiamo con ordine… ho pensato di scrivere un post non solo per raccontare quella giornata dal punto di vista degli sposi, le sensazioni, le emozioni, l’adrenalina, ma anche per buttare lì due consigli pratici, che quando li cercavo io non sempre sono stati trovati.
(Per tutto devo ringraziare la ragazza che gestiva l’organizzazione della villa dove ci siamo sposati, fonte di spunti e idee.)

È stato un matrimonio semplice, svolto con cerimonia civile all’aperto sotto gli ulivi e in mezzo ad addobbi floreali campestri.

 

Vediamo punto per punto:

 

LA CERIMONIA

Avevamo un paio di esigenze su cui non volevamo transigere.

La prima, era che non ci saremmo sposati in chiesa. Ci sembrava un’ ipocrisia per due che non vanno a messa da 10 anni e che non hanno nemmeno battezzato il loro figlio.
Alcuni parenti hanno storto il naso, ma sinceramente non ci è importato granché.

Sembra una frase fatta ma è davvero così: il matrimonio è degli sposi. PUNTO. capiterà una volta sola (si spera).
Avete tutta una vita per accontentare gli altri su tutto.

La seconda, era che la cerimonia si svolgesse all’aperto (tempo permettendo) e che fosse una persona cara a unirci in matrimonio, e non un estraneo che avrebbe chiuso la celebrazione in 2 minuti secchi.
Nessun problema per trovare l’amica, il problema invece è sorto sulla ricerca di un posto dove ci si potesse sposare all’aperto.

In Italia non è ammesso, o lo è su pochissimi luoghi per cui i comuni danno il benestare.

Noi siamo attualmente residenti in provincia di Cagliari.
Il comune di Cagliari permette di sposarsi in diversi spazi, in giorni prestabiliti, fuori dal municipio.
Sono posti molto belli, ma la cifra per noi non residenti in città superava i 1.000€, troppo per le nostre tasche e soprattutto troppo per una cerimonia di pochi minuti.

Anche sposarsi in spiaggia non è semplicissimo. A parte la difficoltà in caso di pioggia/vento, i costi erano alti ma soprattutto non ci piaceva l’aspetto della mancanza di privacy.

Molti ci proponevano un matrimonio “fittizio”. Ovvero ti sposi nel municipio del tuo comune e poi organizzi una finta cerimonia dove vuoi tu e come vuoi tu, ma senza valore legale.

Non volevamo niente del genere.

Dopo varie ricerche abbiamo trovato Villa Asquer a Tuili, un minuscolo paesino a 40 km da Cagliari circa.
Un po’ lontano, sicuramente. Ma che posto.

 

La costruzione risale alla metà dell’800 ed era in principio la residenza nobiliare della famiglia Asquer.
Oggi è divisa in due parti, una adibita alla celebrazione di eventi, l’altra è un museo.

A Villa Asquer è possibile fare quello che avevamo sempre desiderato: celebrare la cerimonia e fare il ricevimento nello stesso posto.

Avendo pochi invitati, era la soluzione ideale. Una giornata in famiglia, in un luogo raccolto e intimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GLI ADDOBBI

Abbiamo scelto dei fiori semplici, io volevo tutto a base di lavanda ma col tempo disastroso che ha fatto non se n’è trovata moltissima.

Mi piaceva l’idea di addobbi campestri, di un bouquet rustico, insomma di usare ogni genere di abbellimento e ornamento che si intonasse alla campagna circostante.

 

Anche per allestire la cerimonia all’aperto, sotto gli ulivi, abbiamo usato della juta con la lavanda.

 

 

Per i centrotavola la ragazza che organizza gli addobbi della Villa ha realizzato dei bellissimi vasi con lavanda, spighe di grano e camomilla avvolte in una corona di rosmarino.
(Purtroppo questa l’unica foto che ho, per il momento)

Le bomboniere, che all’inizio non volevamo fare, sono state all’insegna della semplicità.
Ho comprato dei piccoli sacchetti di juta, del nastrino color lavanda e della lavanda finta.

Ho messo i confetti dentro e richiuso lasciando la lavanda all’esterno e mettendo sopra delle gocce di olio essenziale per profumare.

Per i bambini invece ho realizzato delle Wedding Bag: ho comprato delle buste alte circa 30cm di colore naturale, ho appiccicato qualche adesivo e dentro ho messo qualche giochino: macchinine, palloncini, stelle filanti, fogli e pastelli per disegnare, chupa chups, plastilina.

Poi li ho chiusi con un fiocchetto bianco e una pinza con un po’ di lavanda.

 

 

IL CIBO

“vedrai non mangerai niente, emozionata come sarai e presa tra una cosa e l’altra”

Mi dicevano. Mah! io ho mangiato e pure in quantità non dico esagerate ma rispettabilissime 🙂
E posso quindi affermare in prima persona che era tutto buonissimo.

L’unico neo è stata la torta, molto bella ma forse tolta dalla cella frigorifera troppo tardi, e quindi è rimasta mezzo congelata a lungo.
La torta non è stata fatta dalla cucina della Villa ma da una pasticceria ottima nelle vicinanze.
Dopo mi hanno fatto lo sconto e si sono scusati. Direi che può succedere.

 

Quanto al menù noi abbiamo scelto antipasti a buffet all’aperto, sotto i loggiati della villa.
Per lo più finger food ma non solo, anche affettati e formaggi della zona, oltre che cestini di pesce fritto e tortine salate.

 

 

Al tavolo abbiamo servito due primi e un secondo, e come secondo abbiamo scelto il maialino sardo. Non sono una grande amante del maialino, ma avendo moltissimi invitati di Milano mi è sembrato quasi doveroso.

 

MUSICA E VESTITI

Abbiamo scelto un Deejay anziché musica dal vivo. Riuscire a dargli un minimo di lista di canzoni e orientamento al genere musicale è stato difficilissimo!

Questo perché mi rendo conto che la musica che ascolto io non è proprio ballabilissima e forse neanche molto attuale. Piazzare musica d’autore durante i balli veniva un tantinello in salita, diciamo.

Il vestito me lo sono fatta fare da una bravissima sarta, trovate qui la sua pagina Facebook.

Le ho spiegato come mi sarebbe piaciuto e lei ha eseguito. Forse altri modelli mi sarebbero stati meglio, ma a me piaceva quello stile, e mi ero piuttosto impuntata.
Lei è stata molto brava a sistemarlo secondo la mia fisicità e a fare le giuste modifiche in poco tempo.
Inutile dire che l’ho pagato la metà che in negozio, perché sì, ammetto di essere di quella scuola di pensiero che “i soldi per il vestito da sposa, che poi non rimetti, sono soldi sprecati”.

Mio marito invece ha scelto un abito semplice da cerimonia con gilet, non da sposo così appunto da poterlo riutilizzare, e l’ha comprato in negozio.

Per il trucco e parrucco ho contattato una vecchia collega, ora consulente di immagine.
Dolcissima, paziente e bravissima, mi ha fatto anche le unghie delle mani e dei piedi. (qui la sua pagina FB)

Non devo aggiungere altro. Secondo me stavo davvero bene e quindi il suo lavoro parla per lei

 

 

 

MOMENTI SPECIALI

  • Uno su tutti, Jacopo che grida BANANA BANANA attaccandosi al mio vestito durante la cerimonia, perché aveva fame…
    Come dargli torto? erano già le 11 passate e lui aveva fatto colazione alle 7.
  • Io con la testa così in palla che non capivo più niente che sono entrata dritto in Villa senza aspettare che la testimone, in auto dietro di noi, trovasse parcheggio. E così poi abbiamo dovuto attendere tutti il suo arrivo
  • Il discorso della celebrante, una mia amica di vecchia data nonché compagna di scuola, che ha letto un pezzo del post di questo blog. Che dire, ammetto di averla odiata 🙂 . So che il blog è pubblico, ma alla cerimonia erano presenti parenti che poco entrano in contatto con questo aspetto di me così intimo e che spesso proteggo con molto molto pudore (se non lo facessi probabilmente avrei molti più follower di quelli che ho).
    Però ripensando a quello che ho scritto all’inizio, il matrimonio è nostro. Siamo NOI. IO E LUI. gli altri, quel giorno, ci sono ma… non devono esistere.
  • Le mie lacrime, quando ho sentito il discorso.
  • Il naso che mi colava… che fastidio.
  • La mano dello sposo che non ha lasciato la mia neanche un istante.
  • Il senso di leggerezza quando la cerimonia è finita, come di scioglimento.
  • Il calore di chi ci vuole bene.
  • I biglietti di auguri strappalacrime.
  • Riabbracciare amici e parenti che non vedo spesso.

 

Rendersi conto, in pochi istanti, che tutto il nervoso e la tensione dei giorni passati, erano del tutto ingiustificati.

 

E il viaggio di Nozze? siamo andati una settimana in Provenza.

Seguimi, i prossimi giorni uscirà reportage dettagliato!

 

 

 

 



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3 Commenti on "Il nostro matrimonio, con cerimonia civile all’aperto e addobbi campestri"

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Poi sembra che non so cosa dire, ma il fatto è che sottoscrivo quasi tutto. Ti faccio una lista? Allora: no alla chiesa, sì all’aperto (però noi non ci siamo riusciti), no al matrimonio clandestino e poi fare quello fittizio con gli invitati, sì al bucolico, sì alla lavanda, sì che il matrimonio è degli sposi e lo faccio come voglio io, anche noi scelte difficili per le musiche, ma mi sposassi adesso sarebbe ben più arduo, dopo 9 anni di popoff e simili. Anch’io troppo emozionata, quasi in cortocircuito, era ciò che più temevo, questo parziale offuscamento, e infatti… Leggi il resto »
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[…] il matrimonio (di cui ho parlato in questo post), eravamo indecisi dove andare in viaggio di nozze. In primis, c’era il discorso economico, essendo […]