Cacca Addosso

Cacca Addosso

Torno a scrivere sul blog dopo mesi con un post di sulla cacca.
Vorrei in qualche modo scusarmi, giustificarmi per l’assenza, ma, dando per scontato che poche abbiano sentito questa mancanza (e quelle poche le invito a cena, giuro), la verità è che è stata una cosa molto naturale e non sofferta.
Ero, sono, molto impegnata in altro, e tutto è passato in secondo piano, anche questo confuso e sgangherato blog che non ha ambizione alcuna e basta a se stesso.
Chiarito questo punto spero di essere più costante (lo sono mai stata in qualcosa in vita mia?) dopo il matrimonio e dopo il mini-viaggio di nozze. Andremo in Provenza 🙂 . E un post ad hoc ci sarà di sicuro, visto e considerato che ci portiamo, per motivi pratici, logistici e vari, lo gnomo dietro.
Ci sarà da ridere, o forse no. Forse ci sarà più da incazzarsi ma tant’è, vi farò sapere.

Ma torniamo all’incazzatura. E alla cacca sopra citata.

Da un paio di mesi siamo alle prese con lo spannolinamento di Jacopo, che sembrava essere partito nei migliori dei modi, con lui che ne ha praticamente fatto esplicita richiesta e neanche un incidente sul fronte pipì.
HO UN GENIOOO, mio figlio è un grandeeee!
Ho esclamato tra me e me, illusa-impulsiva quale sono.

Solo che non avevo affrontato LEI.
La marrone, puzzosa, schifossissima CACCA (ma guai a dirlo davanti al pupo, con loro bisogna comportarsi come fosse la tua migliore amica,
roba tipo: “WOW che bella questa cacca molliccia verdina con pezzi di carotine… gnam e gnam e che profumino, quasi quasi la mangerei” – so che state pensando che schifo – vi capisco, ma fingere sempre)

Jacopo, 3 anni, da subito ha iniziato a farsi la cacca addosso.

eeeeh ma piccino, è l’inizio, un incidente ci può stare.

Lo dicono i libri di pedagogia, lo dicono le educatrici del nido, lo dice persino MIA madre, che sta a Maria Montessori come Hannibal a un vegetariano.

Bisogna avere tanta pazienza e aspettare.
Mai rimproverare il bambino, mai farsi vedere irritate, infastidite, arrabbiate, schifate – fingere, sempre.
E così, tu, brava mamma zen, ti armi di pazienza.

Aspetti.

Pulisci mutande a una frequenza imbarazzante perché il piccolo tesoro decide di intensificare la produzione e dividerla a una media di 3, 4 volte al giorno, per testare la tua tempra.
E tu sorridi, pulisci mutande, pulisci sederini, pulisci la vasca con cui hai pulito le mutande, odori di candeggina per ore e ore, e smadonni dentro di te, in silenzio – fingere, sempre.

Però poi passano le settimane. I mesi.

All’uscita dall’asilo nido puntualmente una maestra ti viene incontro con un sacchettino bianco sigillato che manco i ris e che tiene lontano da lei 2 metri, con quella espressione tra il dispiaciuto e il mo-so-cazzi-tuoi.
Però ti ricorda che devi avere pazienza, fingere, sempre.

Torni a casa e pulisci la ventesima mutanda della settimana, che ormai hai comprato più mutande tu di Victoria Secret, e mentre sei là che scrosti questa cosina marrone che ormai si è schifosamente attaccata al tessuto (sì, non ve li risparmio i dettagli)
Inizi a sentire uno strano rumore alla tua pancia.
No, non è fame. Non è neanche voglia di qualcosa di buono.
forse hai preso freddo?
poi il tumulto alla pancia sale, sale su fino alla gola.
E capisci cos’è: la pazienza. è andata via. ti sta salutando. mo’ so cazzi tuoi, ti dice anche lei.
Così tenti la strada del dialogo, l’ultima spiaggia prima di sbottare e smettere di fingere.
amore, la cacca va fatta nel vasino, sei capace e ormai sei grande”
“no, io me la voglio fare addosso!!”
“ma perché?”
chiaramente non risponde
“vuoi farla in piedi?”
“no”
“vuoi che ti rimetto il pannolino?”
“noooo puuuuh pannolino noooo, io grande!”
“ma se sei grande allora devi fare la cacca nel water o nel vasino, come mamma e papà”
“no! addosso!”
Fallita la strada del dialogo, provo con i meri premi materiali.
“sai che quando farai la cacca nel vasino la mamma ti comprerà la gattomobile? oppure un gigantesco uovo di cioccolato? dimmi tu che regalo ti piace e te lo compro!
“gattomobile!”
“ohhhh che bellezza. allora andiamo a farla nel vasino?”
“NO!”
“daiii forza, vieni”
“noooooooo nooooo ho detto noooooo”
E così, siccome capisco che rischia di diventare tutto per lui troppo pressante e opprimente, decidiamo col padre di tacere per qualche giorno.

Non gli chiediamo se gli scappa, non gli diciamo dove deve farla, lo cambiamo in silenzio e con un lieve sorriso – fingere, sempre.
Ma la situazione rimane immutata, con il dolce pargolo che al momento dell’evacuazione esclama: guarda, io cacca addosso!!
Vorresti urlare, e a un certo punto lo fai.
Sì, ammetto che un leggero:“e ma daaaaai sono stanca di pulire merda”
mi è scappato più di una volta in questi ultimi giorni, non direttamente con Jacopo, ma sicuramente ha sentito.
Ieri ho toccato il fondo con la minaccia: “se la fai ancora addosso mi arrabbio davvero!”

secondo voi dove l’ha fatta?

Temo che questo stia diventando un circolo vizioso, e so benissimo che la soluzione migliore è tornare al piano iniziale, silenzio e nessuna pressione, pazienza e finzione.
Ma sono umana, e inizio a preoccuparmi, specie quando leggo di tutte quelle versioni che vogliono la defecazione collegata al rapporto con la madre.
Sbaglio qualcosa? sicuramente. cosa?
Non sbaglio niente e devo solo essere tranquilla e aspettare? sicuramente. come?

Ai posteri l’ardua sentenza

(e quando arrivano ho un po’ di cose da fargli lavare)



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2 Commenti on "Cacca Addosso"

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glowingmamabear
Ospite

Prendo un po’ di pazienza e te la spedisco, anzi te la porto a cena visto che io la tua mancanza l’ho sentita! Deve essere proprio dura in questi momenti, non so cosa pensare, so solo che sicuramente stai facendo tutto giusto, solo che va così Anche questo passerà, spero per voi prima possibile! In bocca al lupo!