Il matrimonio che vorrei

Il matrimonio che vorrei

Chi mi segue sa che a Maggio mi sposo.

Io non lo so, non capisco, non mi è molto chiaro il meccanismo per cui l’idea che uno ha dell’organizzazione del giorno del matrimonio non corrisponda mai a quello che poi succede in realtà.

Sarà per quella vecchia storia che aspettative e realtà sono destinate a cozzare per tutta la vita.
L’aspettativa è una forma quadrata che cerca di entrare in una realtà di forma circolare.

Sarà perché smussiamo sempre gli angolini, e accettiamo compromessi dovuti a comodità e difficoltà oggettive. Non so.

Volevamo un matrimonio semplice, parenti e amici più cari, una cerimonia civile e romantica all’aperto, in spiaggia. Piedi nudi e capelli al vento.

Per ricevimento un buffet, all’aperto anche quello, orario del tramonto, finger food a volontà con libertà di servirsi e sedersi dove ognuno gli pare.

1.000 euro.

Prego?

E sì. 1.000 euro per sposarsi nella spiaggia xxx. Interessa?

Uh beh mi pare un tantino… scusi che servizi sono inclusi?

Servizi? Il sindaco che fa la cerimonia. Addobbi, arco e fiori a carico suo.
La spiaggia è libera, ovviamente. Quindi capisce, non si lamenti se poi c’è il signore di mezza età con gli slip bianchi che fa il bagno mentre siete là e vi rovina le foto. No, glielo dico perché è successo.

 

E se piove? E se il maestrale sardo ci fa la festa? E se il vecchio se li toglie, gli slip?

 

Facciamo in campagna? Una bella cerimonia sotto gli ulivi…

Ma non lo sai che in Italia non è possibile sposarsi all’aperto? Sono pochi i comuni che concedono gli spazi, non siamo in America che ti sposi dove ti pare.

Esiste però la cerimonia fittizia. Ti sposi nel tuo comune, in jeans e sneakers e poi fingi di nuovo di sposarti all’aperto.
Lo fanno in molti. Interessa?

E no cavolo il matrimonio finto no. Troverò uno dei pochi comuni che mette a disposizione uno dei pochi spazi per una cerimonia all’aperto, a costo di andare fuori città.

E così siamo andati decisamente fuori città. In campagna, in un paese di 800 anime distante 40 km.

Ma bellissimo, bello nella sua semplicità e nella sua raffinatezza. Così perfetto per noi che infatti sicuramente pioverà.

 

Dai che ci rimane il buffet, al tramonto, in piena libertà.

E zia Gertrude dove me la metti?

Quella ha fatto 2 interventi, c’ha una certa età, mica le si può chiedere di restare in piedi o sedersi dove capita… ti ha tenuto così tanto quando eri piccola, vorrai fargli questo sgarbo?

Sia mai che mi rimane la zia sulla coscienza. Va bene, mettiamo i tavoli. Senza segnaposto.

Ma che scherzi? Così Tizia finisce vicino a Caio, con tutti gli screzi che ci sono stati, i dispetti che si sono fatti.
E se litigano davanti a tutti?

Poi ascolta, ma questo orario aperitivo… che la gente non ha veramente fame, e dura troppo poco, quando è che si mettono a ballare? Poi ecco siccome qualcuno c’ha da prendere un aereo la sera… se si riuscisse a fare prima…

Tipo a merenda?
Più su.
Orario pisolino?
Ancora più su.

 

Ci sposiamo alle 11. Ricevimento a pranzo. Seduti. Posti assegnati.

Menomale che c’è il vestito. Volevo sposarmi in un abito semplice, longuette e sbarazzino.

Sei nana, Chiara. Nana!

Gli abiti corti ti segano le gambe e sembri ancora più tappo. Gli abiti che più ti piacciono non ti stanno come avresti voluto, quelli che non ti eri filata di pezza ti cascano a pennello.
ché non lo sai che va sempre così?

 

Ci resta il cuore pulsante della festa: Gli invitati.

Gli amici di infanzia dello sposo, quelli lontani, per la maggior parte si sono defilati.
Sardegna is the new Burundi. Difficile raggiungerla, difficilissimo. Tranne che in Agosto, quando devono andare al mare.

 

Io cerco di non perdermi tra partecipazioni, fiori, inviti virtuali, bomboniere, confetti, petali di rose e lavanda secca.
Ogni tanto mi incontro qua e là, per caso, mi incrocio tra la foto di un’acconciatura, un cuscino porta fedi e un “minchia, così caro?”

E mi sembra di vedermi, capelli al vento,in una spiaggia deserta, a dire: Sì, lo voglio.

 

 



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3 Commenti on "Il matrimonio che vorrei"

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Ospite

Cioè, questo è uno dei più bei pezzi che hai scritto. Magari scleri per le nozze, come intuisco, ma sei sul pezzo! Ahahah! Ps: ma la data qual è?