Le Elezioni spiegate a mio figlio

Le Elezioni spiegate a mio figlio

“Chi è?”

Chiede mio figlio spaventato mentre alla tele si accende il solito dibattito sulle elezioni del 4 Marzo.

“Un ministro, Jacopo”

Un MONSTRO?

“Ecco, sì, qualcosa di simile”.

Mi vengono in mente, così, quando penso alle elezioni del 4 marzo, due frasi.

La prima è la ever green gattopardiana: “tutto cambia e niente cambia”

Arrendevole, pessimistica, che grida sconfitta.

La seconda è forse un ossimoro della prima, perché contiene una certezza quasi ottimistica: “Certo che vado a votare”

 

E in effetti andare, andrò. Ma non so per chi.  Ho l’impressione che in questo momento se votassi per Pippo Pluto e Paperino otterrei risultati migliori.

Scrivo questo post trovando molto difficile non scadere nella retorica populista, ho sempre detestato quelli che ‘tanto sono tutti uguali-tanto sono tutti dei corrotti-tanto non serve a niente votare’,
tanto è che, appunto, a votare andrò.

E davvero non vorrei scriverlo, questo post, davvero vorrei avere almeno una simpatia, una idea chiara, un segnale, ma niente, non ci riesco. Ci provo. Guardo, leggo, mi informo. E poi mi cadono le braccia.  

Accendo la TV e sento solo parlare chi difende la sua idea astratta e nebulosa di politica. Senza mai ascoltare.


quello che butta tutte le colpe addosso agli extra comunitari,

quello che concentra tutto sui rimborsi elettorali,

quell’altro che non fa altro che screditare l’operato altrui,

quell’altro che è fermo, ibernato, a 25 anni fa.

 

Sono stanca, tremendamente stanca, di sentire i vari

mi faccia parlare – mi faccia finire – quando al governo c’era lei ha fatto solo disastri – noi solleveremo l’Italia – noi daremo lavoro a tutti –

Promesse elettorali buttate là come slogan di quella triste campagna di marketing che ormai è diventata la politica tutta.
Vorrei sentire un programma ben fatto, concreto, realizzabile, ben articolato, ben illustrato.

Penso alle famiglie , che è un tema su cui io sono particolarmente centrata.

Mi dico: possibile che nessuno abbia pensato a un sistema più sostenibile?

Ad aiuti concreti, a tutele maggiori ad esempio per la madre lavoratrice?

Quella che un lavoro ce l’ha già e a cui viene ripetutamente negato un part time o ancora peggio, quella che viene sottodimensionata al suo rientro dalla maternità.

Quella che non riesce a trovarlo, un lavoro. “che poi lei mi resta incinta, e ok che la maternità me la paga l’INPS, ma il tempo e i soldi per formare un’altra risorsa chi me li dà?”.

Quelle che lasciano l’impiego perché economicamente non conviene più, senza nonni che lavorano gratis e che sono GLI UNICI E VERI ammortizzatori sociali di questo paese, pagarsi nido, baby sitter, con i miseri stipendi che talvolta le famiglie hanno, è impossibile. La possibilità di far carriera per meritocrazia, poi, lontana come la cometa di Harley, spesso ci fa chiedere chi ce lo faccia fare.

Possibile, mi dico, mentre porto mio figlio dal pediatra privato perché il suo medico di base mi ha detto l’ennesima stronzata, non aveva tempo e visita i bambini come se fosse in una catena di montaggio, che nessuno faccia niente per la sanità?

Perché dobbiamo pagare di tasca nostra qualcosa che già paghiamo abbondantemente con le tasse?

 

Possibile, mi dico mentre visito le varie scuole per l’infanzia, che se mio figlio si fa per caso la cacca addosso, in molte scuole d’Italia venga lasciato là, così, sporco e bagnato, fin quando mamma e papà non vengono a prenderlo?
Sì, funziona proprio così.

Perché così dice la legge, che il personale scolastico non è autorizzato a toccare i bambini.
Ci vorrebbe un OSS, ma le scuole non hanno soldi per le OSS. E così in molti istutiti (guarda caso, del nord) le bidelle si mettono una mano sulla coscienza e i bambini li cambiano lo stesso, ma in molte altre – non tutte, per carità, ma moltissime – il bambino viene lasciato là, ad aspettare, bagnato e solo, accanto a un termosifone (è successo, non dico niente di inventato).

Possibile che per avere un servizio scolastico decente, che asseconda i bisogni dei bambini, bisogna pagare una scuola privata che costa decisamente tanto per le tasche di una famiglia media? Oppure cercare quella pubblica migliore, che magari esiste, ma cercarla è come lanciarsi in una caccia al tesoro, spesso finendo km lontano da casa.

 

Possibile che nessuno pensi a famiglia, istruzione, sanità?

Decido così di guardare su Internet, per leggere i loro programmi e non fare quella che al solito parla senza essere informata.

Per motivi di tempo mi concentro sui 3 partiti maggiori. E in effetti, a guardare i programmi, le promesse sono tante.

 

Volete un piccolo riassunto?

Ecco cosa propongono i programmi elettori delle maggiori forze politiche:

 

PARTITO DEMOCRATICO:  40 pagine di programma, molto fitto, molto dettagliato, talvolta in un linguaggio troppo tecnico. Faccio fatica a cogliere i punti salienti per gli argomenti accennati sopra. Eccone alcuni:

 

  • salario minimo garantito
  • sgravio fiscale per le nuove assunzioni
  • detrazioni fiscali per i giovani che vanno in affitto
  • maggiori detrazioni irpef per famiglie con figli a carico
  • resa obbligatoria del lavoro agile al rientro della maternità
  • 10 giorni di concedo per il padre
  • 400 euro al mese per nido o baby sitter (faccio presente che noi, famiglia monoreddito, non siamo mai rientrati in nessun bonus bebè, perché per l’anno in cui è nato lo gnomo c’era il tetto isee, ho fatto il figlio nell’anno sbagliato o quel tetto isee era ridicolo?)
  • Sanità — gestione di un piano per ridurre le liste di attesa ( pare il governo Gentiloni abbia investito in sanità già non so quanti miliardi. Non me ne ero accorta), digitalizzare la sanità.
  • Istruzione — potenziare il tempo pieno in tutta Italia (?), promuovere un sistema scolastico con più pratica e meno teoria, aumentare i fondi per l’università.

 

CENTRO DESTRA: programma di soli 12 pagine, stile che è l’opposto di quello del PD. Schematico, riassuntivo (troppo!), una sorta di programma elettorale for dummies. 

  • tutela del lavoro giovani madri (come?)
  • asili nido gratuiti e consistenti assegni familiari
  • creare occupazione ai giovani attraverso stage, lavoro e formazione  (e i non giovani?)
  • maggiore scelta educativa e sanitaria (ovvero?)
  • sostegno alla meritocrazia (come?)

 

Stop. finito. non una spiegazione, non un’argomentazione o un minimo di dettaglio sui punti cardinali.

 

MOVIMENTO 5 STELLE: ha venti file pdf ognuno su un argomento diverso (giustizia, banche, esteri,  economia, ecc), e ogni pdf va dalle 10 alle 100 pagine.
Anche se veramente apprezzo l’impegno e la meticolosità, è davvero d
ifficile leggere tutto, anche per l’elettore più secchione. Pesante. A fatica trovo i vari passi sugli argomenti famiglia- lavoro- salute – istruzione. Alcuni:

 

  • riduzione orario di lavoro
  • rescindere il rapporto tra politica e sanità
  • ampliamento risorse per la gestione degli istituti scolastici
  • incremento stipendio per il personale scolastico

 

Non trovo NIENTE, ma niente, per quanto riguarda il sostegno alle famiglie. Ma sono quasi sicura di essermi persa tra le milioni di pagine. Mi chiedo come possa un movimento che si dice vicino al cittadino fare un programma così complesso.

 

Che dire, ho le idee ancora più confuse. L’unico che mi è parso accessibile e completo è quello del PD (non ho visto però quello dei partiti minori), ma troppo carico di promesse difficilmente mantenibili.

Mi viene da pensare che questo paese sia irriformabile, che ci vorrebbe una vera e propria rivoluzione culturale, che parte dalla gente, innanzitutto.

perché è vero che tutti devono andare a votare, ma se quelli che vanno hanno idee pressapochiste, razziste, da frodatori, non cambierà davvero mai niente, e continueremo sempre a eleggere chi davvero ci rappresenta di più, e non è certo detto questo sia il meglio.

Cambia tutto, ma non cambia niente. Io a votare vado comunque, e tu?

 

 



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4 Commenti on "Le Elezioni spiegate a mio figlio"

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Pensieri rotondi
Ospite

Idem. Per informarci abbiamo ancora tempo: il punto è che nemmeno informandoci riusciamo a fidarci. E che è vero, è propriamente italica, sta cosa del cercare di emergere buttando merda sugli avversari.

Carmen
Ospite

Ma quindi? Dove sono le elezioni spiegate a tuo figlio? Credevo di leggere qualcosa di più interessante dei dubbi che abbiamo in molti nascosti sotto un titolo più accattivante