Le mamme ribelli non avranno paura, ma fanno molta fatica.

Le mamme ribelli non avranno paura, ma fanno molta fatica.

Ho avuto un  interessante scambio di vedute con una cara amica a proposito del libro “le mamme ribelli non hanno paura”, di Giada Sundas.

A me, devo dire la verità, non è dispiaciuto.

Ok, so che è tiepido come giudizio, ma i libri che mi piacciono davvero sono altri.
Però non posso certo dire che sia da buttare nel cestino.

Premetto che seguo Giada su FB da parecchio tempo, alcuni suoi post mi sono piaciuti moltissimo, ha talento, e ha solo 23 anni! Io a 23 anni al massimo scrivevo cose struggenti senza capo né coda, lei invece è ben strutturata, ha un vocabolario formidabile e fa un uso egregio delle metafore. Penso sia decisamente avanti.

Ma veniamo al libro. La prima impressione che ho avuto è che questo libro sia stato scritto di fretta, come a voler cavalcare l’onda social che le stava attorno. Passaggi buttati qua e là, e spesso vengono riportati gli stessi post di Facebook, come a voler riempire per forza il foglio bianco.

In certi punti è veramente ridondante e al limite del banale, altri passi invece sono decisamente più scorrevoli, ironici e azzeccati.

Questa è semplicemente la mia opinione.

Un altro libro sulla maternità, caruccio, niente di speciale.

 

E poi invece è arrivata la “discussione” con la mia amica, che mi ha fatto notare un aspetto su cui, devo essere sincera, non mi ero soffermata. Ovvero:

La tendenza di alcune madri a rendere la maternità particolarmente tragica.

 

Sì insomma quelle che è tutto un: mio dio come faccio la scuola i compiti il pianto le notti insonni l’allattamento le coliche i capricci lo svezzamento la febbre ecc, ecc…

Secondo la sua opinione in questo Giada esagera un po’, che così è troppo e non si da abbastanza spazio alle gioie della maternità. (Rimando il link al suo blog se qualcuno volesse approfondire)

Io credo che, al di là di questo singolo libro – per cui devo ammettere che non ho notato un eccesso, a differenza di altri blog e di altri libri –  il suo discorso sia giusto.

Però.   … E … Però.

Io faccio davvero fatica a tollerare quelle mamme che è tutto bellissimo è tutto perfetto la maternità è un sogno.

Che poi rappresentano la corrente opposta delle mamme tragiche.

Fingono? Lo sono per davvero?

Chi lo sa. Mi provocano la stessa orticaria di quelle che mio marito è perfetto il mio lavoro l’ideale la mia famiglia la migliore in assoluto.

Sarà che sono critica e autocritica di natura.
Sarà che mi piace ironizzare sui miei e altrui difetti.

Ma soprattutto, sarà che quando ho avuto bisogno, perché non dormivo da settimane, perché la maternità mi stava schiacciando come un tir che invade il tuo spazio mentre te ne stai tranquilla a leccare un gelato in spiaggia

Quando ho avuto bisogno io trovavo solo madri dannatamente perfette, e Dio lo sa (lo sa?) Quanto avrei avuto bisogno di una madre tragica, qualcuna che mi dicesse: “anche io ho voglia di scappare”.

La risposta giusta? Sta nel mezzo, come sempre.

Basta sentirsi in colpa per un’ uscita con amiche, per non correre al primo pianto perché vogliamo vedere come finisce un film, perché si ha voglia di staccare.
Ma anche basta sentirsi legittimate a trattare i figli come dei gran rompi palle che sono venuti a distruggerci la vita.

Va bene ironizzare sui capricci (se non lo facessi scoppierei) e su quanto siamo stanche e esaurite,

Ma dobbiamo anche mostrare quanto siamo fiere della nostra vita e quanto il nostro cuore sia colmo d’amore, per ricordarcelo, anche, che poi rischiamo di dimenticarcene.

 

Forse è sufficiente dire: i figli mi fanno impazzire.

Ma impazzirei, senza figli.

 

 

 



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