E POI invece succede che mi sposo

E POI invece succede che mi sposo

Ho sempre pensato non mi sarei mai sposata.

Quando ero piccola, e le amichette parlavano del sogno del loro matrimonio, l’abito bianco, i fiori, io cambiavo argomento, trovavo molto più interessante fare altro.

Innamorarmi, certo.

L’amore è sempre stato in cima ai miei pensieri, io da single non sono mai stata benissimo.
Su questo una psicologa potrebbe scrivere quintali di pagine sull’insicurezza, sull’incompletezza, sulla mancanza di autonomia.

Sarà. Forse.
Ma io da fidanzata mi sono sempre sentita molto più a mio agio, e ho sempre dato l’anima, anche quando l’anima era esaurita. Perché non so amare che così, con forza, devozione, in maniera totalizzante.

MA IL MATRIMONIO, QUELLO NO.

Da piccola non mi importava, crescendo invece mi ha semplicemente fatto paura.

Quella paura leggermente vigliacca di non volersi vincolare per un tempo indeterminato, quel famoso “per sempre”, messo sulla carta come fosse incisione su pietra.

Io, che quando dovevamo preparare le carte del mutuo mi tremavano le mani  – e infatti non l’abbiamo più richiesto-
Io, che ho lasciato il posto fisso.

A me non importa sapere dove sarò tra 10 anni. Non lo voglio sapere.

Ovunque, ma non qui, non come adesso, non come ora. L’immobilità, MAI.

 

E poi non sono credente, il mio compagno nemmeno.
Del matrimonio non ne avevamo neanche mai parlato, la convivenza è venuta da sè, poco dopo esserci conosciuti, e andava bene così, eravamo amanti che si amano.

Dopo 5 anni insieme abbiamo fatto un figlio.

NIENTE, niente vincola due persone quanto fare un figlio insieme.

è un legame che non si spezzerà mai, anche se due dovessero lasciarsi, rimarrà quel sottile filo che li legherà (se sono civili e dotati di buon senso) per tutta la vita, avendo sulle spalle la responsabilità più grande che possa esistere: crescere un figlio.
Farlo insieme, senza stare più insieme.

 

Quando fai un figlio, l’idea del matrimonio si allontana, lì per lì.
Perché ti sembra una cosa completamente superflua, inutile, un pezzo di carta su cui scrivere cosa sei, cosa siete: FAMIGLIA. SPOSATI.

 

Ma tu che lo sai benissimo, cosa sei.

Lo sai dai vaffanculo che vi scambiate quando siete arrabbiati, dall’allontanarvi, dal ritrovarvi, dalle notti in bianco e dalla passione che affievolisce ma che ogni tanto ritrovate, a spizzichi, che esplode, riscalda dentro, a ricordare come eravate.

Lo sai dalle scelte fatte sempre insieme, mano nella mano, anche quelle più difficili, senza mai rinfacciare niente, mai un’accusa pesante.
Con profondo coraggio, dei forti valori di fondo e un gigantesco rispetto.

Lo sai dalle mille incomprensioni e dal capirsi invece benissimo, con uno sguardo, anche quello più stanco, anche quello che “no, oggi non c’ho proprio voglia di parlarti, toccarti, guardarti, oggi voglio stare sola/o”.

Lo sai dalla sua faccia quando sei in travaglio e urli come una pazza e lui ti tiene quella mano che stritoli forte tanto da lasciargli il segno per giorni.
Quando ti dice di spingere, che ce la puoi fare.
E anche quando non ce la fai, lo vedi dagli occhi lucidi, dalla sua gioia. Lui ha potuto prenderlo in braccio la prima volta, prima di te. Va bene. è giusto, questo bambino è nostro. mio come tuo.

Lo sai dal tempo che scorre, dai capelli bianchi, dai difetti sempre uguali e dai pregi fissi come montagne, che danno sostegno, che ti ricordano perché proprio LUI, perché proprio NOI.

Quando lo sai, quando sai benissimo tutte queste cose, della burocrazia non te ne frega niente, non ti domandi più niente sul matrimonio, lasci che i mesi scorrano, che chissenefrega, quello che conta è altro.

 

E poi invece succede che mi sposo.

 

Mi sposo perché voglio tutelare maggiormente Jacopo,
perché, porca miseria, se già mi sento sposata non vedo perché non metterlo anche nero su bianco, se c’è solo da guadagnarci in diritti e garanzie, perché non farlo?

Mi sposo perché davvero penso che potremmo invecchiare insieme. Ovviamente non ne ho la certezza, ma SO che in un modo o in un altro, se anche non stessimo più insieme, io lo amerò comunque tutta la vita.

L’amore VERO è davvero, in qualche modo, per sempre.

 

 

 



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Vuoi farmi piangere? E ti dico un’altra cosa: quello che ricordo come momento più bello – lo dico sempre – non è il sì in municipio, né la festa successiva. Il momento più bello per me è la mattina dopo, quando lo guardi e siete uguali e invece siete – anche – tutti diversi. E respiri un’aria di novità e gioia che non hanno parole.

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[…] Chi mi segue sa che a Maggio mi sposo. […]