Io, smartphone, e tu.

Io, smartphone, e tu.

Una delle prime promesse che mi ero fatta quando ho aperto il blog,
era che mai e poi mai avrei tolto del tempo a mio figlio per scrivere di lui, di me, di noi.

 

Non sarebbe un controsenso vero e proprio?

parlo di te – ma non sto con te – perché devo parlare di te.

 

La promessa è stata mantenuta solo in parte. Evito infatti di aggiornare il blog quando sono con lui, le foto che posto su instagram in proporzione a quante ne scatto sono una fesseria, il pc non viene aperto quasi mai in sua presenza.

 

però.

però c’è lui.

IL CELLULARE

 

Ieri il mio cellulare ha preso un piccolo virus, niente di che, mi dava qualche lieve problema nelle chiamate in entrata.
Ho deciso mentre lo gnomo dormiva che questo virus doveva essere debellato.

E così ho iniziato a smanettare.

smanetta che smanetti, il bambino si è svegliato.

E cosa ho fatto io, madre deplorevole?

ho forse messo in un angolo il telefono, detto: “figlio mio che bello che sei sveglio andiamo a giocare a nascondino?”

NO.

ero a un passo dalla RISOLUZIONE, ne ero sicura, questione di pochi minuti.

Gli ho messo baby tv, gli ho piazzato davanti una bella fetta di torta e gli ho detto: “mamma finisce una cosa, due minuti e arriva, ok?”

Il problema è che io sono sarda, e non dimentichiamo che noi sardi abbiamo una cocciutaggine da far invidia a quei topini che cercano di aprire la gabbia per prendersi il formaggio, a costo di maciullarsi per bene.

I due minuti sono diventati 10, poi 20, poi 30. Poi ho smesso di contarli.
Più mi incaponivo meno trovavo la soluzione.

A un certo punto mi scappava la pipì e chiaramente mi sono portata il cellulare al bagno, dopo poco Jacopo mi ha raggiunto dicendo “mamma cacca”
e facendo cenno di abbassarsi i pantaloni.

Cioè. mio figlio che SCEGLIE VOLONTARIAMENTE di cambiarsi.

Forse la situazione mi era sfuggita di mano, ma non stargli addosso doveva aver portato i suoi frutti.

Ho così lasciato stare quel maledetto aggeggio e gli ho tolto il pannolino per pulirlo.

 

La verità è che non è solo il virus.

sono i 20 gruppi whatsapp,
c’è l’amica in crisi,
c’è telegram, messanger, c’è mia madre che chiama, mia sorella che mi manda messaggi vocali,
il mio compagno che scrive ehi se sparita va tutto bene là?

 

Ma soprattutto, la verità è che ci sono le NOTIFICHE.

Notifiche facebook, notifiche del blog, instagram. Puoi rispondere dopo, ma pare maleducato, che già una ha pochi follower se poi neanche li coltiva…
allora ti dici Ma si solo un attimo, rispondo solo a questo commento, ma poi i commenti innescano altri commenti e magicamente finisci nella home di facebook e…

… e sfogliare la home di facebook è come entrare in un tunnel malefico per cui “oh guarda questo post… dai leggo al volo e via”

poi guardi l’orologio e sono passati 20 minuti.

 

Mio figlio mi vede spesso col cellulare in mano. EBBENE SI

 

E la cosa grave, lo dico senza cercare alibi, è che neanche tenta di togliermelo di mano.
Il più delle volte lascia stare, rassegnato, al massimo frigna un po’, cerca di catturare la mia attenzione in qualche modo  diventando spesso particolarmente fastidioso.

Forse pensa che il cellulare sia un prolungamento del mio braccio, non lo so, però l’idea mi mette molta, molta tristezza.

Già me lo vedo, a 12 anni con una versione più evoluta del tablet di adesso, che si piazza nel divano e grida “mollamiiiiii”.

E io che gli faccio?

 

Gli do una sberla così capisce chi comanda? ma per carità, che lo sappiamo benissimo che i figli imparano solo per esempio, e spesso le loro mancanze sono anche le nostre.  – spesso, non sempre –


Così poi mi ritroverò a rimpiangere tutti i momenti in cui potevamo stare insieme ma non lo abbiamo fatto perché io ero troppo occupata o semplicemente, troppo annoiata.

Per giustificarmi potrei dire che è un nativo digitale ecc… ecc… Ma la verità è che stare fisicamente con lui ma avere la testa da un’altra parte è l’errore più grande che noi mamme facciamo.

Meglio a quel punto uscire e bersi un aperitivo, per poi tornare belle cariche.

Ammesso qualcuno si incontri ancora per fare gli aperitivi, ormai li faranno su skype, non so voi ma per me incontrare le amiche è come fare una battaglia navale, ognuna dice le sue coordinate e ce ne vuole prima di beccare una nave.

Dunque, come uscirne?

Chiudere il blog?

Togliermi da tutti i gruppi whatsapp (già silenziati, per altro)?

O semplicemente, imparare a gestirmi?

 

Ho deciso che mi metterò la regola che dalle 18 alle 20 toglierò la suoneria al telefono, così da essere meno incline a guardarlo.

Funzionerà?

vi farò sapere. 

E voi, siate sincere, quanto state col cellulare in mano?

 

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Grazie!

 



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4 Commenti on "Io, smartphone, e tu."

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MammaSerena
Ospite

Hai centrato in pieno la faccenda..
anche io mi sono resa conto della stessa cosa. Potrei sottoscrivere il tuo post riga per riga.
Perciò sono sparita dal blog, dai gruppi WhatsApp (già silenziati come hai già fatto tu), ecc..
Perché non voglio che ne Giulia, ne Diego, arrivino a pensare mamma=smartphone.
Lo tengo pure sul comodino perché ci metto la sveglia. Ma mi sono proposta di comprare una sveglia e lasciare il telefono in corridoio almeno, che fa pure malissimo.
Come te, chissà come andrà. Un abbraccio pieno di comprensione

MammaSerena
Ospite

Io per ora mi sono prefissa di rispondere ai commenti del blog, mail e gruppi WhatsApp solo mentre dormono. Tipo a quest’ora.. resto indietro e a volte ad alcuni dimentico di rispondere ma pazienza.. alla mia età mi devo saper controllare.. è questione di principio 😜