Ma davvero è possibile viaggiare con i bambini?

Ma davvero è possibile viaggiare con i bambini?

Quando diventi mamma, ti capita inevitabilmente di incontrare delle persone che cercano di convincerti che, seppur mamme a loro volta, la loro vita non è cambiata affatto.

uscite di coppia? se si vuole si organizza!

cene fuori?  basta educarli, un foglio, una matita e via, possono disegnare!

cura del fisico?  certo, io sono sempre truccata, ben vestita e con la messa in piega perfetta, ricordiamoci che non dobbiamo smettere di amarci!

 

E va bene. Con le dovute proporzioni, posso anche condividere parzialmente questo modo di pensare,
passando sopra alla mancanza dei nonni, di una tata, alla stanchezza e alle necessità che cambiano
(senza metterle sull’altare del sacrificio).

Quello che invece faccio molta più fatica a digerire, forse perché in qualche modo sento di aver toppato a riguardo, è la questione viaggi.

“ma come? che vuol dire che per un po’ non viaggerai? ma guarda che basta organizzarsi, poi i bambini si adeguano a tutto, zaino in spalla e via, andare!”

Chiaramente non sto parlando di viaggi brevi, di week end o di posti geograficamente vicini.
Prima di avere Jacopo viaggiavamo abbastanza, non posso dire moltissimo per carità, però circa due viaggi l’anno non ce li risparmiava nessuno.

E adesso?

Allo gnomo basta un’ora di aereo per dare in escandescenza, e già questo mi fa desistere dall’affrontare viaggi intercontinentali.

“e ma è questione di abitudine”

si, come quella volta che ha vomitato addosso a me e alla passeggera che mi stava accanto, che non avevo cambio pulito per me e quindi mi sono tenuta i jeans sporchi di vomito fino all’atterraggio.

“e ma non dorme?”

certo. mio figlio NON dorme a casa sua secondo te riesce a dormire in un aereo?

Ma potrei anche tollerarlo, così come tollero i frequenti Cagliari – Milano fatti di urla perché vuole scendere e si rifiuta di stare seduto.

Potrei anche osare un Cagliari – Londra, pensa un po’ te.

Ma un intercontinentale è stato finora veramente impensabile.

Inoltre dobbiamo considerare che un figlio non è un bagaglio a mano, specie sotto i due anni ha delle necessità ben diverse da un adulto: pasti, sonno, cambio pannolino, fuso orario. Ignorare i suoi bisogni perché i nostri vengono prima non corrisponde esattamente al mio modo di pensare.

Ovviamente c’è da dire che come al solito ogni bambino è diverso,
ci sono quelli (e ho figlie di amiche che ne sono la prova vivente) che dormono per tutta la durata del volo, che mangiano quello che trovano, che stanno ore sul passeggino o in fascia e che si adattano facilmente.

 

Viaggiare mi manca molto, e appena la nostra situazione economica si sarà risollevata, visto che ora lo gnomo sta crescendo, vorrei fare un viaggio in Asia.
Intanto vivo di ricordi 🙂 . Ho scelto di ripubblicare qui alcune foto di un nostro viaggio in Nepal del 2014:

Kathmandu vista dall’alto

 

è il viaggio che più in assoluto mi è rimasto nel cuore, il Nepal è un paese straordinario, estremamente dignitoso nella sua miseria, ho trovato gente fantastica e paesaggi incantevoli.

 

All’inizio l’idea era di andare in India, ma in molti mi avevano riferito che ormai parte dell’India sta perdendo la sua anima spirituale, il capitalismo la fa da padrone e i turisti spesso vengono visti come polli da spennare.

Ci era piaciuta quindi la prospettiva di un paese piccolo, ma più genuino e autentico.

 

Le nostre aspettative non sono state deluse,
e anzi, sono io che mi devo scusare per gli sguardi a volte di troppo, le foto continue, non avere detto magari la frase giusta al momento giusto, l’inesperienza che si è fatta sentire verso una meta così importante e per cui l’approccio deve essere necessariamente più delicato e sensibile,
altrimenti tanto vale andare a fare foto tutte uguali al Taj Mahal.

 

Bhaktapur

 

processione Induista in onore a Shiva

 

 

Un giorno tornerò là, in punta dei piedi, e poi proseguirò per il Bhutan.

Vorrei che Jacopo fosse maturo abbastanza da capire tutto, da mettere anche i suoi piccoli piedini punta in giù.

 

 

 

 

Sulle bandiere tibetane ci avevano consigliato di scrivere una frase, un ricordo, lasciare insomma una nostra traccia.

bandiere tibetane

Ho scritto Ale, Chiara e …

DUE MESI DOPO, SONO RIMASTA INCINTA

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1 Comment on "Ma davvero è possibile viaggiare con i bambini?"

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[…] Ammetto di essermi sentita scoraggiata: il mio è un micro-blog senza grosse aspettative, non sono iscritta a fattore mamma e tanto meno ho a che fare con gli sponsor. Inoltre i viaggi in aereo con lo gnomo non sono mai esattamente semplici, come avevo già a avuto modo di accennare nel post ‘ma davvero è possibile viaggiare coi bambini?’. […]

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