La moda dello yoga

La moda dello yoga

Capita spesso, quando dico che faccio yoga, che chi mi sta davanti storca il naso.

Non è la pratica in sé a non essere condivisa, quanto piuttosto la convinzione che ormai si tratta di una moda banale e sopravvalutata.

 

Ma davvero lo yoga è una moda?

 

Non posso che rispondere nel modo più moderato che conosco: DIPENDE.
è vero, ultimamente fa molto figo fare yoga, negozi di attrezzature sorgono come funghi.
Una montagna di accessori per una disciplina che è la più sobria che possa esistere: pantaloni, calzini, tappettini, cuscini.

La gente spesso va in un centro yoga pensando che così riuscirà a rilassarsi,
però poi fa le asana in totale tensione, contraendo muscoli e mascella, osservando magari i compagni e chiedendosi quanto ci vorrà a raggiungere la loro flessibilità.

spesso quando arriva il momento della meditazione non vedono l’ora che finisca, devono correre, la cena da preparare, una mail a cui rispondere.

In tanti siamo così, no?

La nostra mente è un criceto che corre nella ruota.
E pensiamo che sia impossibile farne senza. Ci hanno insegnato che tutto, dipende dalla mente.

il pensiero dominerà il mondo.

E il fisico?
certo, bisogna metterlo in sesto: qualche bella posizione tosta che serve a rassodare glutei e scolpire addominali.

Hai mal di schiena?

fai yoga

Hai mal di testa?

fai yoga

Sei stressato?

fai yoga

Non hai appetito o ne hai troppo?

fai yoga

Ma le asana in sé, da sole, non servono assolutamente a niente, non aiutano più di quanto possa aiutare una bella seduta di acquagym, anzi, forse quest’ultima farà anche maggior effetto, se permette di scaricare la rabbia e le emozioni negative della giornata.

Per esperienza personale penso che pochi siano i centri che fanno davvero yoga.
Perché d’altronde, pochi sono quelli che si approcciano allo yoga nella sua totalità e appoggiando la sua filosofia.

Ma quando allora, si fa yoga?

Mi piace questa definizione: quando si inizia a fare il morto a galla.

Avete presente? messo a dormire il criceto, chetato con una bella dose di serotonina, ci abbandoniamo.

A cosa?

A tutto e a niente. Agli eventi. Alla vita.

Quando iniziamo a sentire il nostro corpo. Ascoltarlo vale molto più di mille visite mediche (necessarie al bisogno per carità).

La testa e il corpo sono la stessa cosa, non c’è armonia del corpo se non c’è armonia della testa, e viceversa.
Del resto, il termine yoga questo vuol dire: UNIONE

La pratica  aiuta a tantissime cose:

  • respiro (avete una vaga, lontana idea di che problemi dia il respirare male?)
  • postura
  • sonno
  • conoscenza del sé
  • calma

per elencarne solo alcune.

Ma quello che davvero conta è l’approccio.

perché se pensi che siano solo stronzate new age, se pensi che sia solo una moda per fessacchiotti, se pensi che nella vita sia fondamentale l’azione, la competizione, la durezza, l’aggressività, la prevaricazione,
allora non ha senso che tu mi faccia un cane a testa in giù perfetto e un saluto al sole da manuale, perché non è il sole che stai salutando in quel momento, ma solo il tuo bisogno di farti passare il mal di schiena, e farlo velocemente.

Questo voler tutto e subito, costruire case senza avere il terreno sotto i piedi, cercare immediatamente risposte, parlare, parlare, fare tante domande,
ascoltare pochissimo, anzi, parlare ancora più forte se non abbiamo subito su di noi la giusta attenzione,
guardare il dito e non la luna,
è un atteggiamento molto diffuso nel mondo occidentale.

Ne consegue quindi che spesso quando si inizia a entrare in contatto con questa disciplina, lo si faccia con un atteggiamento sbagliato.

Da poco ho visto il profilo instagram di una sedicente maestra di yoga che pubblicizzava “yoga per dimagrire”,

un ossimoro vero e proprio.

Lo yoga ti insegna a star bene con te stessa, poi potrai dimagrire oppure no, ma attribuirgli uno scopo preciso, un obiettivo, è veramente fuorviante, a mio avviso solo un modo per accaparrarsi nuovi clienti,
in questo mondo che vive  di marketing e di consumismo ma che è il contrario del messaggio che la pratica ascetica vuole passare.

Lo ammetto senza problemi: sono molto schiappa tecnicamente, vedo progressi giornalmente ma pratico yoga da anni, anche se in maniera continuativa solo recentemente (con la parentesi della gravidanza, in cui ho fatto yoga per gestanti).

Una delle posizioni che preferisco è questa, e come vedete, non mi viene certo benissimo.

Si chiama posizione del canguro, e rappresenta il non controllo, la capacità di lasciare andare, di dominare il non pensiero.

Capite perché non mi riesce tanto bene? 🙂

 

 

C’è una storiella che mi piace da matti:
un giovane discepolo si reca dal suo maestro e gli dice:

“mio guru, dimmi, come hai fatto a raggiungere la pace dei sensi?”

lui risponde, sorridendo:

“non l’ho raggiunta, lotto ancora coi miei mille fantasmi”

“ma come è possibile?” replica il primo, deluso

“la differenza tra un saggio e chi non lo è, non sta nel non avere più fantasmi, ma nel sapere affrontarli”

 



Lascia qui un commento

Lasciaci il tuo parere!

Rispondi

  Subscribe  
Notificami