Cosa rimane della coppia, dopo i figli.

Cosa rimane della coppia, dopo i figli.

 

E difficile poi
ritrovarsi tra noi
con addosso dieci anni insieme.
L’abitudine sai è il peggiore dei guai,
Si diventa come due vecchi comici
che non ridono più,
che non inventano più,
che sono lì a rassicurare il pubblico.
Io ti amo, e mi vergogno anche un po’, come un bambino io continuo a dirtelo”
                                                                       Per me, Lorenzo Cherubini.

 

I genitori che vi dicono che dopo i figli il rapporto di coppia non cambia affatto sono essenzialmente di 3 tipi:

  • quelli che hanno come figlia la bambola Sbrodolina
  • quelli che delegano gran parte della responsabilità a terzi (tate, nonni)
  • quelli che mentono

Anni fa, prima ancora che avere un bambino si realizzasse in un’idea concreta,
vedevo questo aspetto come una condanna.
Pensare che tutto ruotasse intorno a un nanerottolo mi pareva una tirannia senza scampo.
Non poter andare al cinema tutte le volte che avremmo voluto, non poter viaggiare come avevamo sempre fatto, non poter andare a una serata, non poter dedicarci a noi in quella maniera esclusiva e egocentrica mi creava non poca ansia.
O meglio, sapevo che me lo sarei anche potuto concedere, ma certo non con la stessa frequenza di prima.

“fare figli = addio sesso”

“fare figli = addio passioni”

“fare figli = addio coppia”

Ah. Che prigione!
Capisco spesso perché al di là della questione economica, facciamo sempre meno figli.
C’è qualcosa di quasi morboso nel modo in cui siamo attaccati alle nostre abitudini, seppur lecite e piacevolissime.
Il cambiamento è la cosa più difficile in assoluto da metabolizzare, eppure è la cosa anche più naturale del mondo. Tutto muta, tutto si trasforma, dice il pensiero ZEN.

Quindi dedicarci a un’altra persona, metterla al centro del nostro mondo, è un passo non da poco e non da tutti.
Si toglie ogni filtro e si dice “ok, sono qui. Stravolgimi e cambiami.”

e guai se così non fosse.

Perché pensiamo sempre che gli stravolgimenti siano negativi. Ci manca spesso l’umiltà di mettere in discussione il nostro stile di vita, considerando che per qualcosa che viene tolto, qualcosa arriverà o già c’è.

Ogni tanto riguardo questa foto.

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Cosa rimane di una coppia, dopo i figli?

Mi capita di chiedermi dove siamo noi, se ci siamo ancora, o siamo stati seppelliti da una marea di:

“ha mangiato, ha dormito, ma perché fa i capricci, gnomo non mettere i piedi sul tavolo, gnomo si mangia seduti, vai tu a prendere il bambino, tienilo che io non ce la faccio, gnomo aspetta un secondo che la mamma e il papà stanno parlando”

I figli sono eccezionali. Ma ti fagocitano.

No, non siamo più quelle stesse persone della foto.

Per molti aspetti siamo decisamente meglio. Siamo cresciuti. Siamo una famiglia.

 

C’è un bellissimo film di parecchi anni fa con Leonardo Di Caprio, Meryl Streep e Diane Keaton. Si intitola La stanza di Marvin.
Se non l’avete ancora visto ve lo consiglio caldamente.

Meryl Streep e Diane Keaton sono due sorelle che hanno fatto scelte di vita diametralmente opposte.
La prima ha fatto due figli da due uomini diversi, ha una vita tormentata, un pessimo rapporto col figlio grande, e grossi sogni di gloria.
La sorella è invece rimasta ad accudire il padre e la zia disabile.
Per Meryl ovviamente la vita che la sorella ha scelto è triste e desolante, senza nessuno stimolo e piena di sfortuna.
La malattia di quest’ultima metterà in discussione tutte le certezze.

“c’è stato tanto amore nella mia vita. Il papà e la zia mi hanno riempito di amore. Non mi sono mai sentita così amata”

Le dice lei in un una scena strappalacrime.

 

Perché mi viene in mente questo film parlando di rapporto di coppia?

Ma perché l’amore riempie e colma in tantissimi modi diversi. Anche quando si diventa in tre, anche quando si diventa famiglia.

All’improvviso c’è questo progetto comune, enorme, complesso, un lavoro costante, ancora più faticoso di un rapporto a due. Che ti cambia, per forza di cose. O semplicemente, fa emergere difetti e limiti che prima si celavano meglio.

E rimanerne schiacciati è un attimo.

Avere voglia di esplodere è un attimo.

Aver voglia di evadere è un attimo.

Perché spesso è tutto così pesante, e abitudinario.  Reinventarsi non è sempre semplice. non si ha molto tempo, né voglia, e ci si scoraggia facilmente a volte.

E quindi, il rapporto cambia?

Sì.

Tornerei indietro?

No.

 

E non è retorica.
Salvo i sacrosanti momenti che ogni tanto una coppia (ma anche una persona) deve prendersi per sé appena possibile,
non c’è niente che scaldi il cuore quanto la risata di un bambino che corre incontro ai suoi genitori e li abbraccia.
O farsi le coccole tutti nel lettone.

In nessun altro momento della mia vita ho mai sentito tutto quell’amore nell’aria, quell’essenza di felicità, il cuore pieno e sazio.

Nemmeno con la passione più sfrenata della gioventù, né coi primi batticuore,
Che forse in cuor mio sapevo essere una cosa passeggera e superficiale.

Anche l’ipotesi di un secondo figlio, che prima era totalmente scartata per mancanza di energie, si sta facendo strada nella mia testa.
Mi chiedo dove troveremo le forze, ma poi so che le forze vengono fuori sempre, quando serve.

Ma fra qualche anno ancora, adesso ho appena cominciato a dormire 😉

 

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2 Commenti on "Cosa rimane della coppia, dopo i figli."

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Ospite

mi sei stra-piaciuta

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