Come conciliare maternità e lavoro. E vita sociale. E vita di coppia. E una casa perfetta.

Come conciliare maternità e lavoro. E vita sociale. E vita di coppia. E una casa perfetta.

E ricordati di stare sempre in ordine. Non ingrassare.
Estetista e parrucchiera, regolare.
Perché come sono brutte quelle donne che si annullano dietro i figli, oh per carità.
Ricorda, ricorda di salvaguardare la vita di coppia, che poi i bambini crescono, e se il marito lo trascuri si sa che si cerca un’altra.

Sii sempre felice.
sii sempre puntale, sorridente e dolce.

Sii una brava mogliettina, un’impiegata modello e una brava mamma che non alza mai la voce.

Rispetta gli impegni presi.

Onora il padre e la madre e non dire falsa testimonianza. (Ah, no, scusate, ho sbagliato comandamenti)

Mi sono spesso detta che, se mai dovrò rinascere, e se mai mi toccherà farlo in sembianze umane, vorrei rinascessi uomo.
Ho sempre pensato che la leggerezza dell’uomo fosse da invidiare,
la capacità di fare spallucce, dire con facilità STICAZZI,
di non andare in paranoia per troppo bucato da fare o un lavoro urgente da consegnare, o se il bambino ha saltato i compiti estivi,
si insomma, che fosse da prendere d’esempio,
noi donne che il sticazzi non riusciamo a dirlo mai.

Poi mi sono accorta di una cosa, che forse è come scoprire l’acqua calda ma sono un po’ tarda, siate clementi.

Che le pressioni sociali che vengono riservate alla donna, gli uomini non le subiscono mai.

è alla donna che vengono continuamente, tassativamente fatte mille richieste.
che la si carica di mille impegni, aspettative, oneri, doveri, che ad un uomo neanche ci sogneremmo di chiedere.

e quando non rispetta certe aspettative, quando cade, quando pecca, sono le altre donne le prime incarognite, pronte ad additare, fare la guerra, alzarsi sul podio del: “io sono migliore di te”.

Mi è venuta in mente la dea Kalì.
Ma sì, quella dalle 4 braccia e più..
Che noi donne ci vantiamo sempre di essere multitasking.
Ma vantarsi di che?

Non c’è niente di bello nell’essere multitasking. Pensiamo di fare più cose, ma il dispendio di energie è tale per cui ci si sbaglia più in fretta, o siamo per forza manchevoli da un’altra parte.
però lo facciamo. ci rimbocchiamo le maniche e ci immoliamo alla causa.

sei una donna, passerai tutta la vita a sopportare
diceva Marge Simpson a una Lisa arrabbiatissima nel vedersi infrangere un suo ennesimo ideale.

perché così ci hanno abituato. che fosse normale, che non ci fosse alternativa, che gli uomini sono presenti (se lo sono), ma poverini, non sono capaci. loro mica riescono a tenere tutto insieme. e poi sono lenti, e scoordinati, e distratti.

Trattiamo a volte gli uomini come se fossero una pianta grassa inutile che abbiamo in casa. Sta là, fa ornamento e arreda come piace a noi.
Ma da sola, quanto durerebbe?

Li trattiamo come se fossero una specie protetta, da tutelare, che poveracci, mica ci arrivano.
Come quando sento quelle storie di tradimenti. “eh ma è l’altra che l’ha provocato.”

L’altra? MA CHE VI SENTITE?
ma che razza di stima avete del vostro uomo, che nemmeno lo pensate capace di VOLERE un’altra donna?

E così gli anni passano, la storia sembra evolversi ma non ci evolve affatto.

Anzi, per noi donne è sempre peggio. però ci hanno indorato la pillola.

si, tante lotte per ottenere un lavoro e la possibilità di fare carriera.
salvo poi non perdonarci mai di voler essere anche madri presenti (e restare in ogni caso sotto pagate)

tante lotte per le pari opportunità,
e la cronaca è piena di uomini che uccidono perché non sopportano che una donna sia capace di vivere anche senza di loro.

La dea Kalì.
Sapete perché la dea ha tante braccia?
Perché è simbolo di mille volti, è la potenza, la forza femminile, l’energia. la rabbia distruttiva.
ma anche purificazione, dolcezza infinita, abbondanza.

NOI siamo tutto questo.

Io ho una grossa responsabilità, quella di avere un figlio maschio.
Vorrei abituarlo a muovere il culo, quando occorrerà,
cercherò di non cadere mai nel tranello della deresponsabilità, solo perché tanto lui è un uomo.

D’altro canto, se mai dovessi avere una figlia femmina,
credo che dovrò impegnarmi per ricordarle e ricordare a me stessa una cosa semplicissima.
Un consiglio spassionato e di cuore:

MOLLA!

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