Le mamme stremate

Le mamme stremate

Le vedi, le mamme stremate.
Le riconosci al parco, si trascinano lente, in mano un giocattolo, nell’altra una borsetta pesante che casca dalla spalla.
Il figlio corre lontano, ma le madri stremate non hanno voce. Ci provano: una, due, tre volte: “vieni quiiiii”, poi lasciano stare, sono stremate. Troppo stremate per urlare.

Le riconosci,
quando all’arrivo del padre o dei nonni lanciano il bambino tipo frisbee, e corrono dall’altra parte dell’appartamento, manco fosse un castello, solo per avere un angolo per sé, basta anche il bagno.
O lo sgabuzzino.

Lo comprendi, lo stremo. All’ennesimo capriccio, all’ennesimo NO io QUESTO NON LO FACCIO, urlato da bambini ribelli e annoiati, all’ennesima volta che si sentono dire mamma corri senza un vero motivo, e devono esserci, ci sono, a niente serve fingersi invisibili.

Sono piegate, le mamme.

Dalle notti in bianco, dalla solita febbre all’ improvviso, un giorno prima di partire.
Da un problema di salute che si trascina da tempo.
E le contrattazioni per vestirsi, per fare i compiti, per mangiare, per non guardare troppa Tv.
La ricerca della calma e della pazienza, sotterrate chissà dove.

Sono combattute, si sentono persino in colpa per non riuscire a volte ad accettare un figlio così com’è, con tutti i limiti e i difetti e le fatiche di crescerlo.
Il senso di colpa per aver creduto che non fosse in fondo poi così difficile la maternità, prima di essere madre.
Il leggero senso di vergogna per pensare, in certi momenti, che sarebbe stato meglio senza.

Ti fanno tenerezza, le mamme stremate.

quando ci parli al telefono e la voce è bassa, le parole strisciano a fatica, quando blaterano un flebile “vorrei dormire solo un’ora in più”, oppure: “non so davvero come prenderlo, non so più cosa fare, non ho più il controllo”.

Le vorresti abbracciare, quando al supermercato cercano di ignorare gli sguardi accusatori degli altri, e provano in tutti i modi a convincere il loro pargolo che no, non è una buona idea quella di provare ad entrare nella cella frigorifera del locale.

Le osservi, quando tornano a casa, e vorrebbero solo sdraiarsi sul divano con qualcuno che le massaggia i piedi, e invece la loro giornata inizia in quel momento, con qualcosa da inventarsi e da ingegnarsi per mangiare, lavarsi e lavare, giocare, arrivare a sera.

Vorresti dire: “sì che le hai” alla mamme stremata, che si abbandona sulla sedia per la prima volta dopo ore, ed esclama: “non ho più forze”.
perché lo sai, alla fine, che una mamma le forze le trova sempre.

Le mamme stremate, che non sanno più cos’è una vera vacanza, che sdraiarsi sull’asciugamano è un optional,
che la casa è un disastro,
che l’agenda pullula di cose da fare,
di appuntamenti da seguire, di imprevisti da calcolare, di incontri da rimandare.

Le mamme stremate le riconosci soprattutto la sera,
quando si trascinano in cameretta a leggere una favola, anche se non ne hanno voglia, anche se è la centesima volta che raccontano di come il gatto con gli stivali diventò ricco e potente, e cercano di farlo col sorriso,
al ventesimo salto sul letto urlano BASTA, vorrebbero aggiungere: “vabbè ciao arrangiati io me ne vado”, ma non c’è altro posto dove potrebbero stare. Stanno là. e finiscono la storia.

La sera SI, quando finalmente i figli si addormentano, quando li osserva abbandonarsi al sonno, con la bocca socchiusa e l’espressione beata,
che non sono mai sembrati così buoni, e belli. e il loro amore non è mai stato così grande.
Allora pensa che infondo non è poi stata poi così difficile, questa giornata,
di una mamma stremata

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4 Commenti on "Le mamme stremate"

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Ospite

…e poi, quando i bimbi finalmente dormono, e loro vorrebbero solo finire di pulire la cucina guardando una serie tv, o leggere sul divano, c’è il compagno che si sente trascurato…

Gisella
Ospite

Già dal titolo mi ci sono ritrovata… Aiuto! 😊

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