Quei fastidiosi post di annunci di lavoro farlocchi per mamme

Quei fastidiosi post di annunci di lavoro farlocchi per mamme

Ultimamente, per non so quale calcolo o algoritmo di Google, Facebook e chissà quale altra diavoleria moderna- come li chiama mia madre, che pure tanto vecchia non è- la home del mio profilo è intasata di consigli di ogni sorta:

Vuoi essere manager di te stessa?
Vuoi smetterla di far piangere tuo figlio?
Vuoi essere una madre modello?
Vuoi perdere 10 kg in un mese?
Vuoi vivere viaggiando senza fare un xazzo?
Vuoi avere successo?

Ovvio che si.

Allora cosa aspetti… Clicca qua e ti diremo come fare per smettere di essere la sfigata che sei!

Grazie. Come avessi accettato, che ultimamente i consigli mi deprimono, e alla sfiga le inizio a volere bene.

Però c’è un tipo di post che mi fa saltare i nervi, che mi fa tirar fuori le (poche) parolacce sarde che conosco e che a dirle in italiano non fa lo stesso effetto:

IL POST DI OFFERTE DI LAVORO PER LE MAMME

Suonano più o meno così: ” ehi tu, che non lavori e che vorresti avere il tempo di goderti tuo figlio. Vuoi guadagnare 2.000 euro al mese e lavorare da casa? Se sì scrivi info nei commenti e ti contatteremo in privato”.

E giù tutte a scrivere nei commenti: info – info – info – info.
Nella speranza che un post ci cambi la vita e ci risollevi dalla miseria.
Ma io non ce l’ho manco con le mamme che rispondono.
Una ci prova, che provare non costa niente… merda più merda meno, male che vada è la solita fregatura.

Le mamme sono spesso precarie, combattute tra il trovarsi un lavoro qualsiasi, che le porti fuori casa 10 ore al giorno e il cui ricavo andrà in baby sitter e asilo nido, o restare a casa e tirare la cinghia e svenire quando arriva una spesa improvvisa.

Io ce l’ho con chi mette quei post. Prende like e follower e si fa visibilità alle spalle di chi ha bisogno.
Con promesse e poca chiarezza.

In genere il lavoro è quasi sempre di vendita porta a porta (o di mail a mail, visto i tempi moderni) che non ci sarebbe niente di male, anche se nutro seri dubbi sullo stipendio di 2.000 euro al mese.
Ma perché non dirlo da subito?
Legge di marketing anche questa? Allora ho o non ho ragione a dire che il marketing fa schifo?

Spesso quando andavo al lavoro incontravo sulle scale della metro una ragazza non di bell’aspetto, trasandata e rozza nei modi. Passava dei foglietti bianchi, tipo post it, minuscoli e con scritto più o meno così:

Io pensavo tra me e me: “che biglietto brutto due euro per dei biglietti da visita potrebbero pure investirli”.
Poi guardavo la loro PR e mi era tutto chiaro.

Mi consolava comunque che nessuno sembrasse realmente interessato e i biglietti finivano tutti nel cesto della immondezza pochi metri più in là.

Questo perché la strategia pubblicitaria era del tutto fuori luogo, avendo loro scelto un orario in cui la metropolitana era piena di gente che stava andando a lavoro perché un lavoro lo aveva già.

E forse è tutta là, la semplice risposta e soluzione.
Se non c’è domanda non c’è offerta.
E quando la domanda, ahimè, nasce da un reale bisogno, si cerca in ogni modo di soddisfarlo.
In ogni modo.

*questa foto l’ho scattata in Nepal. Una mamma puliva il biberon di suo figlio in mezzo alla strada, alle porte di una casa diroccata. Penso passerò tutta la vita a cercare di avere un briciolo di quel sorriso lì.



2
Lascia qui un commento

Rispondi

  Subscribe  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami
ConUnPocoDiZucchero Elena
Ospite

saremo in due a cercare un sorriso così!
Bellissimo post! Semplice, chiaro, diretto! E non puoi non trovarmi d’accordo! 🙂