Casalinga sarai te

Casalinga sarai te

Ultimamente, davanti alla consueta domanda: “e tu, che lavoro fai?”

provo sempre un po’ di imbarazzo.

Ingoio una piccola quantità di saliva, abbasso gli occhi e in genere rispondo con un diplomatico: “attualmente non sto lavorando”.

Certo, potrei usare il gettonatissimo “faccio la mamma”, ma mi sembrerebbe di mancare di rispetto a chi lavora.
Perché, non sono forse mamme anche loro?
Quindi potrei optare per una versione più specifica: ” faccio la mamma a tempo pieno”.

Ma non so, mi pare che stoni. IO NON SONO MAMMA A TEMPO PIENO.
Io faccio un sacco di cose. tra le quali scrivere anche qui, in questo momento.
Non sono solo una mamma. Dubito che esista donna al mondo che si senta SOLO una mamma, anche se disoccupata.

Ma si sa, se al giorno d’oggi non produci qualcosa, e non porti guadagno, non sei nessuno.

Ti guardano strano, e io agli sguardi degli altri sono (purtroppo) sempre molto attenta.
In genere sono di due tipi:

  • compassione: oh povera donna senza lavoro e con un figlio da sfamare, chissà come fa. e poi che palle sarà così annoiata a stirare camicie e preparare pranzi e pulire sederini sporchi tutto il giorno. no no, io non ce la farei. Menomale che ho il mio lavoro che mi realizza. cioè, realizza. faccio la commessa da 20 anni e guadagno pochissimo. però almeno, dai, ho la mia indipendenza. posso andare dal parrucchiere senza chiedere la paghetta al marito.
  • invidia: oh beata lei che culo micidiale, scommetto che s’è presa quello coi soldi. così mantiene lei e tutta la prole. guardala… ha pure le unghie con lo smalto. da quanto è che io non riesco a farmi una manicure? sono 20 anni che lavoro in quel posto di schifo e sono tutto il giorno fuori casa, non riesco a godermi mio figlio che sta crescendo viziato coi nonni e la sera torno a casa così stanca che non ricordo neanche come mi chiamo.

Ovviamente poi trovo anche molte mamme (difficilmente chi non è mamma sa cosa voglia dire) che mi capiscono pienamente. Quelle che hanno fatto questa scelta per obbligo o volontà sono tantissime. Sulle prime si potrebbe discutere all’infinito, anche perché, si sa, un padre davanti a questo bivio non si trova (quasi) mai.

Ma la verità è che scrollarsi di dosso l’immaginario della casalinga frustrata, che guarda Barbara d’Urso e non sa parlare d’altro che di pupù e pappe è molto dura.
Io non sto lavorando momentaneamente.  Almeno Spero.
Questo perché economicamente non possiamo certo permetterci che io stia a casa.
Quella di lasciare il lavoro è stata una scelta voluta e presa per un insieme di altre circostanze.
Non tornerei mai indietro.
So di essermi condannata alla precarietà a vita.
Ma ho scelto di barattarla con il tempo che trascorro con mio figlio, e per quanto mi riguarda, per ora non ho rimpianti.
E per quanto riguarda invece l’immagine della casalinga frustrata…
io quando lo gnomo mi da tregua, leggo, scrivo, seguo l’attualità e ritengo di avere una buona cultura generale. vedo amiche appena possibile, sto facendo un paio di corsi sul mondo digitale, sono decisamente meno fuori dal mondo di quanto non lo fossi passando 9 ore al giorno chiusa in ufficio.
ma soprattutto, per la prima volta nella vita, sto facendo ciò che amo fare.

Lavorare facendo ciò che si ama fare è un lusso per pochi.

Perciò Verrà il giorno in cui accetterò un lavoro qualunque e dovrò fare i conti con il binomio quantità/qualità.
Verrà il giorno in cui non avrò più il tempo di andare a prendere mio figlio a scuola, di giocare con lui il pomeriggio, di svegliarlo la mattina e stare sempre con lui quando ha la febbre.
E allora spero di essere in grado di gestirlo, di uscirne comunque una madre accettabile, una di quelle madri che si fanno un mazzo così ma che non perdono mai il sorriso.

 

 

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17 Commenti on "Casalinga sarai te"

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Pensieri rotondi
Ospite
Un altro post che, ancora una volta, mi toglie le parole di bocca. In Italia se non lavori, ti chiamano “casalinga”. Inutile fare commenti, hai già illustrato la questione tu stessa, a meraviglia. Mia mamma, madre di 4, faceva la casalinga. Lei sì. Io la ricordo con il ferro da stiro in mano, o a pulire. Il vezzo massimo era il Corriere della Sera sulle gambe dopo pranzo, e poi il caffelatte alle 4 spaccate del pomeriggio: i suoi due vizi capitali. Per il resto casa e chiesa. Più chiesa e casa che mamma. Il punto, dal lato personale, è… Leggi il resto »
Francesca
Ospite
Certo che se nel 2017 D.C. dobbiamo ancora sperare di essere generale supremo dell’armata militare in carica per poterci sentire “adeguate” non siamo messe bene. Fare la casalinga, alias house manager, implica 0 festività, 0 giorni di malattia, 0 pensione, 0 margine di errore, 100% disponibilità 24h su 24, 100% multitasking. Per me non è svilente un accidente occuparsi della famiglia, se è ciò che una persona desidera fare, ma al prossimo che ti dice o pensa “non sei nessuno” perchè il tuo problema principale non è abbinare scarpe e tailleur per andare in ufficio, puoi sempre tirare un ferro… Leggi il resto »
blogcambiopasso
Ospite

Io sono una mamma di due bimbi che lavora otto ore al giorno. Anche io quando ho un attimo di tregua leggo, scrivo, mi tengo informata e cerco di vedere gli amici. Quindi non sono solo una donna che lavora, proprio come tu non sei solo una mamma. Siamo persone non definizioni. Secondo me ciò che conta non è tanto la “categoria” in cui ci inseriamo, ma come ci troviamo in quella condizione.

littledollsite
Ospite

Complimenti, scelta molto coraggiosa quella di accantonare il lavoro per dedicarti a tuo figlio. Il tempo che si passa con i figli è prezioso e lui apprezzerà la tua presenza nella sua infanzia quando sarà più grande!

Mindfulmamma
Ospite
Questo post potrei averlo scritto io, lo sai. Mi fa sempre arrabbiare chi, dopo aver risposto che al momento non lavoro per occuparmi di mio figlio mi guarda con un misto di commiserazione/invidia. Come è possibile che ancora oggi il lavoro ci definisca così tanto come persone? Con tutte le difficoltà e i momenti duri devo dire che non rinnego per nulla la mia scelta. Anzi. Sono molto più me stessa ora di quanto lo sia mai stata in passato. E si, fare la mamma mi realizza. Perchè è quello che ho sognato di fare tutta la vita. Certo, non… Leggi il resto »
k.on
Ospite

Sono nella tua stessissima condizione, post bellissimo e pieno di verità e odio ti giuro quando qualcuno prova a trovarmi un impiego standard o a dirmi che la mia è una scelta triste. Ma dare della casalinga a me è come ho scritto da poco un insulto a chi la casalinga lo fa davvero.

knit or read
Ospite

Come sai è una situazione che ci accomuna. Per accontentare quelli che, durante la conversazione hanno necessità di incasellare gli interlocutori invece di ascoltarne i pensieri, sintetizzo con una definizione che dia loro un senso a quello che faccio. Perché uno che non comprende che fare la mamma, la casalinga e coltivare una passione sperando di farne un lavoro significa ‘vivere’ e non ‘tirare a campare’ forse non comprenderebbe nemmeno che è più importante chiedere ‘come stai?’ invece di ‘che fai?’

Birretta
Ospite

Ciao Mamma ZEN!
Il tema lavoro è sempre dolente, anche io non sto lavorando.. la gente sputa sentenze come piovesse. Ho fatto un piccolo percorso su di me e ora, e hai ragione meglio fregarsene.
Il problema non è tuo.
E poi, lo so non è zen.. ma puoi mandare sempre a VAFFANGURU 😉 😉

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