Nuvoloso variabile con mare forza nove. Fuggire sì, ma dove, zazà. 

Nuvoloso variabile con mare forza nove. Fuggire sì, ma dove, zazà. 

Ma com’è che qui in Sardegna le previsioni del tempo non ci azzeccano mai?

Le ho tutte: Meteo.it, 3bMeteo, Accuweather, meteo regionali, nazionali, extra europei.

Nemmeno il re delle previsioni può​ far niente contro il tempo pazzerello di questa isola, e si una volta era solo il povero Marzo quello fuori di testa.

Però io non ce la faccio. Ci provo eh. 

Ma non sono abituata, io, a non avere il controllo. A leggere che pioverà e invece dopo 2 ore c’è il sole, a vestirmi con un maglione e poi sudare dietro il collo come quelle spugne a lento rilascio.

Io devo sapere.
 Capisci, mia cara Sardegna, io devo sapere.

“Perché il tuo problema”, mi dice un tizio conosciuto in una mattinata di sole freddo devastante, mentre sorseggia lento (troppo lento!) il suo aperitivo arancione:
“È che tu pensi ancora da Milanese”
“Sarà. Però c’ho freddo”
“Eee, è il vento. Noi abbiamo il vento
Dice, come se lo producesse lui.

Sono qua per sfatare il mito del sole in Sardegna. C’è. Certo. Ma NON sempre. O meglio.  forse c’è ma birichino si nasconde per far dispetto a quelli come me, che pensano da milanesi.

Si nasconde dietro IL VENTO

Perchè il vento c’è (quasi) sempre. Ovunque. Vento che scompiglia i capelli che raffredda l’acqua del mare che ti penetra nelle ossa che ti sposta i vasi in giardino che ti crea un cerchio alla testa, che ti fa volare l’ombrellone che ti scombussola i piani che

SFALSA LE PREVISIONI DEL TEMPO

Dovrebbero scrivere sempre NP (non pervenuto) o limitarsi al paraculiano: variabile. Dipende. Cioè, già lo vedi dalla finestra, perché lo vuoi sapere prima?

C’è il sole ma il vento, forte e temerario te lo sovrasta con la sua brezza insistente e fastidiosa.  C’è una nuvola ma lui dispettoso e di umore storto, te la rimanda indietro.
Fai appena in tempo a togliere la giacca che eccolalà, ritorna.

E tu non capisci come vestirti. Che più che una cipolla sembri una matrioska e quando ti spogli non sai mai dove infilare la roba e finisce che te la tieni in mano come i venditori di asciugamani sulle spiagge.

Sono indecisa su quale sia la frase che ho pronunciato di più quest’anno:
“C’è un bel sole. Peccato per il vento”
O
“Copri le orecchie al bambino che c’è vento”.

Ma lui niente. A lui che gli frega. Va a braccetto con suo figlio maestrale e si diverte a sorprendere le tue giornate che non sia mai abbia guardato le previsioni del tempo.

Poi a volte si placa. Forse ha fatto pace con sua moglie (quella SCIROCCata), e si mette a dormire.

Ed è in quel frangente che tu alzi gli occhi al cielo e capisci perché c’è quest’aria così pulita che la senti proprio dal naso.
Questo cielo così azzurro di un azzurro che pare dipinto.

“A volte ti sgrido ma lo faccio per il tuo bene

Mi diceva mio padre quando ero piccola.

Sorrido, e vado a immergermi in questo caldo, profumato azzurro.

 

(*questo post partecipa al tema settimanale #nuvolositàvariabile  del progetto di scrittura creativa #aedidigitali)



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2 Commenti on "Nuvoloso variabile con mare forza nove. Fuggire sì, ma dove, zazà. "

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Priscilla
Ospite

Bello e soprattutto rende molto l’idea che mi hanno sempre riportato della bellissima Sardegna