Mamma serena = figlio sereno?

Mamma serena = figlio sereno?

C’è questo articolo molto interessante di Claudia Porta.
Il suo è uno dei pochi blog di “consigli” che seguo. Per il resto preferisco accantonare guide e manuali che lasciano poco spazio al cuore e seguire invece, chi il cuore lo usa per scriverci i suoi post, con tutto il coinvolgimento e la passione possibile.

L’articolo di Claudia però mi ha fatto molto pensare.
Dà una risposta alla sacrosanta domanda: ma se io sono depressa,mio figlio sarà infelice?

Verrebbe da rispondere di si. E invece NO.

L’unica cosa che può rendere davvero infelice un figlio, sostiene la blogger,
 è una madre che si è arresa.

Quante ne conosciamo di madri così? Che si sono rassegnate a una vita che detestano, che si immolano al sacrificio e alla privazione, che subiscono, semplicemente, un destino che non hanno mai sentito loro.

E allora nella rassegnazione fomenta la rabbia, l’invidia, oppure la depressione. Mandano, mandano giù, pensando che la vita così è.

Solo che i bambini non sono stupidi. 

Un figlio lo sa, lo sente, quando una madre non sta bene e NON FA NIENTE PER MIGLIORARE. quando è totalmente fuori posto.

Finché è piccolo pensa che sia normale. Mia madre = tutte le madri,
Poi però cresce, inizia a capire che ognuno ha una madre diversa. suo cugino ce l’ha. il suo compagno di banco ce l’ha. anche l’amico con cui fa sport.

Perché la madre di Francesco sorride sempre e la mia no?

Di chi è la colpa, se non mia?

Perché così ragiona il cervello di un bambino,non ha bisogno di grandi algoritmi.
Spesso se chiediamo a dei genitori cosa desiderano di più al mondo per il loro figlio, ti rispondono: che sia felice.

Frase lodevole, senz’altro​.

Ma cosa vuol dire essere felice?

E se mio figlio fosse felice spacciando droga? Oppure torturando gli animali?
Ah no, aspetta. Che mio figlio sia felice in modo legale.
E se mio figlio fosse felice ambendo al potere? Ai soli beni materiali ? Niente per cui sia previsto il carcere (purtroppo 😊).

La felicità è un concetto molto relativo.

  • Mamma serena =  figlio sereno:

Questo vale anche se la mamma non combatte oltre che per sé,  per ciò che è meglio per suo figlio, se sceglie la strada più semplice e facile?

Se io sono stanca e stressata dalla maternità, posso partire per 2 settimane ai Caraibi per rilassarmi, per stare meglio, lasciando un bambino di pochi mesi?

Ti pare immorale? eppure alcune madri lo fanno, magari non per una vacanza ma per motivi professionali, per la loro realizzazione.

E se la loro realizzazione le rende felici, non trasmettono forse questa felicità anche alla progenie?

La verità è che un figlio non è felice se la felicità della madre non è in linea con i suoi bisogni.

non basta non arrendersi, non basta combattere per ciò che amiamo, dobbiamo prima di tutto domandarci se tali scelte siano dannose per lui/lei. 

Al solito, combaciare la maternità con la realizzazione di sè è la più grande sfida.
E ahimè, non è mai richiesta agli uomini in eguale misura

 



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Pensieri rotondi
3 anni fa

Sono temi complessi. Per alcune è irrinunciabile la professione, e obbediscono (passami il termine) appunto all’appello “mamma felice=bimbo felice, per cui stiamo tutti meglio se perseguo i miei obiettivi professionali”. Ma, a quel punto, devi fare i conti coi sensi di colpa, quindi tutto sommato potresti risultare più stressata di una madre che alla carriera ha temporaneamente rinunciato. Dall’altra parte quante madri a tempo pieno sono davvero felici e si sentono realizzate a fare “solo” la mamma? Non hanno forse, o non avranno sensi di colpa per aver coltivato poco le proprie aspirazioni? La risposta è in apparenza semplice: la felicità è elastica, e i sensi di colpa vanno presi e accantonati. Oggi mamma a tempo pieno, domani mi reinventerò. Oppure oggi rinuncio alla maternità a tempo pieno, ma so che per me vale la pena. Per le madri – e tu lo dici – è incredibilmente più difficile che per gli uomini: hanno bisogno di una flessibilità mentale e di cuore senza pari, perché sono loro, normalmente, a stare in maternità. Non apro un dibattito su questo, sul fatto che invece si potrebbe pensare che i due genitori siano del tutto pari, e a casa potrebbe starci il padre: per me la maternità va vista anche come un privilegio. Certo è: ha i suoi costi. Tornando alla felicità delle madri, sono d’accordo che quello che conta è l’atteggiamento: io, per farti un esempio al negativo, non ho grandi problemi esistenziali, eppure ci metto niente a riversare sui figli il mio nervosismo anche per cazzate. C’è chi magari ha problemi economici, di salute, o altro: però sorride, ha la fede nella vita che sbarca prima dei lamenti.

Mindfulmamma
3 anni fa

La frase centrale del post è favolosa. E giustissima. Ho letto anche io l’articolo di Claudia, e sebbene mi trovi d’accordo su molti punti,essendo cresciuta con una madre non proprio felice non posso negare che questo abbia avuto effetti su di me.
Non è facile da ammettere, perchè questo porta senza dubbio ad un grosso carico di responsabilità, ma per i nostri figli noi siamo il centro del mondo (almeno fino ad una certa età..) e quello che si aspettano è di essere il nostro.
E questo non è facile ovviamente, perchè una madre è una persona, con i suoi bisogni, e non sempre è giusto ignorarli per i figli. Ci vorrebbe un ragionevole compromesso…ma trovarlo non è mai semplice.

Mindfulmamma
3 anni fa

Verissimo, anche nella mia famiglia c’era quella sorta di rassegnazione che mi faceva montare ancora più rabbia…non conosco la canzone, vado subito a cercarla..