Cani e bambini, la mia esperienza

Cani e bambini, la mia esperienza

In questa foto Masua era venuto a stare da noi da pochi giorni.
Aveva circa 3 mesi. Era piccolissimo, non occupava lo spazio di una piastrella e tremava di continuo.

Quando abbiamo preso la decisione di adottare un cane, l’abbiamo fatto dopo enormi discussioni, valutazioni e considerazioni. È lanticamera del figlio, scherzavano gli amici. Ma non avevano tutti i torti.

E anche questa volta tutti i manuali di educazione non mi sono stati poi di grande aiuto. Avevo avuto gatti per tutta una vita, sapevo che si trattava di due animali completamente diversi, ma non mi sono resa conto quanto fin quando non l’ho provato in prima persona.

Il gatto ha quei pochi bisogni primari, poi cresce, si sviluppa quasi da solo. Il cane NO, è pieno di mille sfaccettature e richieste che ti assorbono tantissimo.

Il gatto rifugge, il cane è la tua ombra. Il gatto ha bisogno della sua solitudine, il cane se non vede il branco si avvilisce o incattivisce.Il gatto non ti chiede poi questo granché, il cane sembra dire continuamente “sono qui, ricordati che esisto”, e ti inchioda davanti alle tue responsabilità.

Inoltre tutti i manuali del mondo non ti spiegano bene l’unica verità: i cani (come i bambini, come le persone, come tutto ciò che ha vita) non sono uguali tra loro.  Ognuno ha le sue inclinazioni, preferenze, manie, paure, indole caratteriale.

Masua si è da subito dimostrato un cane estremamente mansueto e docile, a casa ci dimenticavamo di averlo a volte( e spesso ammetto di avergli per sbaglio pestato la coda perché l’avevo sotto i piedi e non me n’ero accorta.) MA Con gli altri animali si trasforma invece nel più grosso attaccabrighe che possa esistere.

 “Paura”, hanno detto gli esperti  dopo una rapida occhiata.
“Abbaia per paura”. L’immagine di questo batuffolo di neanche 4kg che cerca di attaccare un pastore tedesco è quasi comica, non riesce comunque a farmelo stare antipatico nonostante i commenti acidi degli altri padroni: “più sono piccoli più rompono”. Dicono. Io sono piccola e sono una vita che rompo, forse anche io per paura, chissà.  Alla fine anche loro ci assomigliano, come dei figli.

Eppure nonostante questo grande amore, è stata una fatica incredibile, specie all’inizio.

Perché un cane è veramente un quarto di figlio. Ti cambia completamente le abitudini, gli orari, la scelta di dove andare in vacanza, a capodanno, a mangiare.

Se non lo metti in conto o pensi che si riduca tutto a farlo pisciare 3 volte al giorno non hai capito niente.

Un cane ha bisogno di compagnia, di giocare, di essere stimolato. Non è una pianta grassa che cresce da sé.

In cambio, ovviamente, ti da tanta di quella gioia e affetto e riconoscenza e fedeltà che ti chiedi quasi se te la meriti, soprattutto dopo l’ennesima passeggiata di fretta causa freddo o mille altri impegni.

Ma lui non ti porta mai nessun rancore. Il movimento veloce della sua coda quando ti vede significa FINALMENTE. Quante sono le persone che te lo dicono così sinceramente, così tante volte al giorno?

Quando sono rimasta incinta tutti mi rassicuravano sul fatto che lui e il bambino sarebbero andati d’accordo. Il veterinario affermava che non c’è razza migliore per stare con i cuccioli d’uomo.

Io mi vedevo già con un cocktail in mano in terrazza (non bevo e non ho una terrazza ma era un inutile dettaglio) a guardarli giocare mentre mi godevo il tramonto.

Ecco.

Diciamo che le cose non sono andate esattamente così ( ma va? Perché aspettative e realtà hanno mai combaciato nella vita?)

Credevo che avrebbero avuto un rapporto tipo zio protettivo – nipote briscolo.

Invece è come avere a casa due fratelli piccoli quasi gemelli.

Litigano, ogni tanto.  perché Masua abbia quando vede un animale in TV (shhhh gli fa JP, con l’indice appoggiato alla narice), litigano per avere la mia attenzione, ma soprattutto litigano per la PALLA. Lo gnomo sadicamente si diverte a nasconderla, a non tirargliela, gode nel sentirlo abbaiare arrabbiato perché non gliela restituisce.

Allora io mi devo chinare, smettere di fare quello che sto facendo e spiegare a JP che Masua si arrabbia se gli tolgono qualcosa che è suo e che lo farebbe anche lui, poi mentre continuo con il mio bellissimo discorso Masua impaziente gliela strappa dalle mani, lui piange e andiamo avanti così per mezz’ora. 😱

Oppure, se non litigano, semplicemente si ignorano. Proprio come fratelli. Sono vicini fisicamente ma lontani, ognuno coi suoi passatempi, come se l’altro non esistesse.

JP lo cerca raramente se non è con noi, e credo che il fatto che ultimamente faccia volentieri di dargli pezzettini di mela o di riempirgli la ciotola di crocchette sia un gioco come un altro per lui, e che non ci sia niente di amorevole e affettuoso dietro.

Ma va bene uguale eh,  infondo  è ancora piccolo per fare altre attività insieme e sono sicura che col passare degli anni saranno ottimi amici.

Speriamo solo nel frattempo di non essere diventati tutti sordi.

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AL MIO VIA SCATENATE L’INFERNO


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5 Commenti on "Cani e bambini, la mia esperienza"

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Mindfulmamma
Ospite

Ho sempre amato i cani, ma poi quando il mio compagno mi ha regalato una gatta ho capito che è il gatto il mio animale. Perchè? Perchè come hai detto tu il gatto fa da se. E’indipendente, si fa gli affari suoi, il suo affetto te lo devi conquistare, eppure è sempre presente. Di una presenza calma e tranquilla che ti rilassi solo a guardarlo.
Certo, non è facile ora che c’è Ale insegnare ad entrambi ad interagire..Ma anche in questo caso la pazienza della mia gatta mi ha stupito. E’inutile, sono esseri superiori!

alfadado
Ospite

Come ti capisco… stesse sensazioni e stesse situazioni. Inizio a pensare che il binomio perfetto bimbo-cane appartenga alla mitologia. Ma non dispero, eh! 😂