Loop infinito

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Alla mia veneranda età sono arrivata anche io a una consapevolezza:

Noi donne dobbiamo avere un bug di sistema.
Un bel baco grande così che ci porta a provare invidia e non ci fa solidarizzare con altre donne.

E che l’hai scoperto solo adesso?

Obietterà qualcuno.

Il punto è che io mi sono sempre rifiutata di credere a questo stereotipo, mi pareva una cosa inventata dagli uomini, un maschilismo d’altri tempi.

E invece.

Per carità, non siamo tutte uguali, e quelle che non lo sono diventano un fiore bellissimo, come quelli coraggiosi che vengono su dal cemento.

Però.

Io non sono mai stata oggetto di grosse invidie.  Non sono particolarmente bella, né particolarmente intelligente e non ho mai avuto un grande successo in nessun campo in particolare. Quindi, con me, è sempre stato facile.

Inoltre ho sempre avuto l’impressione che questo mio essere così fisicamente minuta mi rendesse agli occhi delle altre donne quasi innocua, una sorellina minore da proteggere e non certo una rivale.

Eppure.

Eppure ogni volta che mi capitava anche solo una minima fortuna o un piccolo successo in qualcosa o il raggiungimento di un discreto traguardo, negli occhi di parecchie Donne (pochi uomini) c’era spesso quella espressione là, di finta felicità e di complimenti fatti a denti stretti che celano un non detto:

Ma come mai ce l’ha fatta? Che c’ha quella più di me?

Il Che-c’ha-quella-più-di-me

È il pensiero fisso che si insinua nella mente della gentile (all’apparenza) donzella, e spesso seguono le domande più svariate per indagare, capire, giustificare questo successo dato da una sicura raccomandazione-ceto sociale abbiente-marchetta.

Penso sia per quello che quasi sempre quando una donna viene tradita, anziché cercare la colpa nella sua dolce (un cazzo) metà, la si ricerca in LEI, L’ALTRA, la screanzata senza pudore che glielo ha portato via e perché chissà poi Che-c’ha-quella-più-di-me.

Niente. Non ha niente più di te.

Forse, crede di più in se stessa.

Forse, non è infelice di una vita che ha accettato senza combattere, di troppi sogni che ha gettato al vento e incattivita da passioni non coltivate.

Perché spesso, dietro un’ invidiosa, c’è solo una donna non realizzata.

O forse una stronza di carattere. ahimè, esistono anche quelle.

E gli uomini allora? Quanti uomini invidiosi conosci? 

La verità? Ben pochi. Di madri giudicanti, perbenista, pettegola, ne ho purtroppo incontrato a bizzeffe mentre di papà che ti criticano solo perché, che so, hai smesso di allattare (o lo fai troppo a lungo), quasi nessuno.

Ma poi.

Poi ci sono i fiori nel cemento.

Spuntano a schiariti la giornata anche se piove, a farti un complimento senza pretendere niente in cambio, a sorridere per te con gli occhi che brillano.

Anche​ nel mondo blogging ne ho “conosciuto” diverse. Pure se non le vedi in faccia lo leggi tra le righe di quello che scrivono quanto sono belle, quanto sono genuine e autentiche. E qui è un settore ancora più difficile, dove si smania sempre un po’ per accaparrarsi quel minuto di visibilità.

Ma loro sono persone che riescono ancora a far qualcosa senza il minimo e pensato calcolo.

Con un paio si è creato un bel legame. Chi legge sa. O forse no. forse per modestia, umiltà e un pizzico di imbarazzo, non riconoscerebbero.

A voi, comunque, dico grazie. 



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Pensieri rotondi
3 anni fa

Eh ma allora mi leggi nel pensiero: ho un post che si intitola “I blogger che amo”! Più centrato proprio sui blogger, ma comunque grato… Lo posterò più in là, adesso ti lascio visibilità 😉 Comunque scrivi benissimo, quindi in qualcosa ti distingui, cara. Tra l’altro sono d’accordo con tutto quello che hai detto.

Pensieri rotondi
3 anni fa
Reply to  unamammazen

Ma sai che detesto organizzarmi e fare la blogger vera, fare piani editoriali e programmazioni, no? eppure ho un casino di post che si accumulano, e quindi questo (che non ha riferimenti cronologici) magari aspetta un po’, tanto è già lì da una settimana :p Ciao cara.

Mindfulmamma
3 anni fa

Io, insicura a livelli stratosferici, non provo in genere invidia verso le altre donne che ce la fanno:più che altro ammirazione, da cui di solito nasce il discorso mentale “Eh vedi, lei ce l’ha fatta…perchè è brava, figa, con le palle…mica come me!”