Di scelte e della mia Terra

 Di scelte e della mia Terra

Manco da un po’. Mi rivolgo ai miei 2.000 follower. Si percepisce l’ironia, si?
Mi è anche mancato molto leggervi, avete scritto un sacco! Recupererò, promesso.

In questi giorni si è fatta viva la professoressa Mùller del mio cervello. Tutti, specie noi donne, ne abbiamo una.
La sento parlare con un ridicolo accento tedesco e incitarmi.

“ALLORA, avere tu finito di cazzeggiare con sto blog?
Tu avere capito che ti devi trovare un lavoro vero, ja?
Hai visto quante cose avere tu lasciato indietro per leggere e per scrivere, ja?
Quel pover’uomo torna a casa in pausa pranzo e tu giusto un piatto di spaghetti hai avuto il tempo di preparare, EH? A- N- D- A- R -E! LA- VO- RA- RE!”

Ora che ci penso se abbasso la signora Mùller di 30 cm, le do un mestolino in mano e commuto la pronuncia tedesca in sardo stizzoso vedo mia madre. A I U T O.

Così ho cercato un lavoro, per ora part time.
Così mi sono depressa perché non ho trovato lavoro.

Siccome quando qualcosa non va come deve andare (cioè spesso) io parto con la sequenza di pensieri, elucubrazioni, rimorsi, rimpianti, impasti di ricordi, valutazioni e Svalutazioni, mi è venuta una immensa voglia di fare la valigie e tornare a Milano.

Quando abbiamo preso questa decisione, di venire qui in questa isola così isolata, molti ci guardavano con stupore e perplessità.
Erano gli stessi che esclamavano “BELLO! Ma non lo farei”.
gli stessi, spesso, infelici e imbruttiti da un lavoro che odiano e una città che detestano e da dei ritmi che cambiano la mente e il cuore.

Se la maggior parte non lo farebbe, noi facciamolo. Mi ripetevo, con la folle convinzione che solo chi va controcorrente vince.

Ma poi. Vince cosa?

Alla fine, me ne sono andata per un solo semplice motivo.
Se fossi rimasta, sapevo esattamente come sarebbe stata la mia vita.
Lo sapevo con previsione quasi inquietante, potevo intravedere anche i minimi particolari.
Non mi piaceva? Non è esatto.
Ero come avrei voluto essere? sarei stata la donna, una compagna e soprattutto la madre che avrei voluto? DECISAMENTE NO.

L’amara verità però è che se vai controcorrente spesso imbocchi la strada contromano, e tutti ti vengono addosso. Non è che sono stronzi o cattivi.
Semplicemente, seguono il fiume.
E scansarli non è mica facile, devi avere una buona rete di protezione, altrimenti cadi giù.

Amo la mia terra. IO sono sarda. Le mie radici sono qua. Io mi commuovo quando sento l’odore delle saline, quando vedo la natura selvaggia, quando guardo il mare.
Ma questa terra madre rinnega i suoi figli, non li vuole, li costringe a scappare.
Li fa crescere in un ambiente chiuso e quasi omertoso, avvolti in un involucro di diffidenza e paura di osare, lottare, chiedere.
Amo i miei conterranei.  se ti prendono a cuore ti donano la vita.
Genuini, generosi, una volta superate le loro barriere sanno accoglierti e donarsi come poche persone al mondo.
Poi se sgarri… se sgarri non perdonano. Se la legano al dito per il resto dei suoi giorni perché il sardo può giocare con tutto. ma con l’onore NO. Al sardo l’onore non si tocca.

Questa terra non mi ha voluto. Mi ha mandato via. già 12 anni fa.
e io ho chinato il capo, raccolto i miei quattro stracci e messo in gioco la mia vita.
è stata una buona scelta.
perché Milano mi ha dato una possibilità, anche se non avevo nessun titolo di studio specifico, nessuna raccomandazione, anche se ero giovane e inesperta.

Mi sono lasciata fagocitare dai suoi ritmi vertiginosi ma affascinanti.
Girava tutto troppo veloce per pensare.
Fin quando sono diventata mamma, e tutto è stato rimesso in gioco. Troppe domande, troppe poche risposte.
Così è arrivata la scelta di cambiare vita (di nuovo, in un certo senso).
Libertà bellissima ma che ogni tanto presenta il conto.

In molti lasciano la Sardegna. Pochi ritornano indietro. Io sono una di quelle.

Sarebbe bellissimo fare metà della vita che ho qui e metà della vita che facevo prima. Ma tutto non si può avere. Bisogna scegliere. Soppesare, decidere cosa è più importante.

è più importante LA LENTEZZA, una madre presente e sorridente?

o una maggiore scelta di scuole, qualche viaggio e un lavoro stabile?

è più importante una città grande che ti apre a mille opportunità e ricca di cose da fare?
o la provincia, piccola ma sicura? dove tutto ha ancora il sapore di una volta?

Io credevo di averle certe risposte.
Poi ho capito che sono una di quelle che andrebbe a vivere in campagna a mangiare zucchine e uova di galline col gallo che rompe le palle alle 5 del mattino, per poi stufarsi dopo due mesi al grido di EHHH ma qui non succede mai nienteh.

Chissà, cosa ci riserva il domani.

 



5
Lascia qui un commento

Rispondi

  Subscribe  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami
Mindfulmamma
Ospite

L’amara verità però è che se vai controcorrente spesso imbocchi la strada contromano, e tutti ti vengono addosso” Parole sante. Questa frase me la attacco al frigo! Ti capisco moltissimo, e ammiro la scelta che hai fatto di tornare in Sardegna. Ogni scelta però comporta sempre una rinuncia..eva volte quello a cui rinunciamo ci manca, e l’incertezza del futuro ci fa tremare la terra sotto ai piedi. Teniamo duro e guardiamo avanti…sono sicura, e lo dico anche a me stessa, che in qualche modo faremo!

mammainmissione
Ospite

Te lo auguro davvero! ☺

Pensieri rotondi
Ospite

Stavo – x dirla tutta – andando a fumarmi la sigarettina del dopo pranzo (figlia a nanna), ma sono passata qui perché da giorni volevo. Alla terza riga ero in lacrime dal ridere. Io la mia voce interiore la chiamo Befana, e, come la tua, sfoltita da parolacce e dimezzata in statura è esattamente mia madre. No davvero, mi hai fatto morire. Mitica. Poi: poi prendi la via della serietà e infili una chicca dopo l’altra, quella del controcorrente vedo che non sono l’unica ad apprezzarla. Adesso dirai: va be’, mille complimenti, lo stile è buono, vivace con brio… ma… Leggi il resto »