Sorry I don’t understand

Sorry I don’t understand

C’era una tipologia di studente in grado di darmi ai nervi quando andavo a scuola, ancora più di quelli che si leggevano una pagina in un minuto e la ripetevano come se non avessero studiato altro per tutto il pomeriggio (cosa che riuscivo a fare anche io per la verità, ma solo se l’argomento mi interessava parecchio – quindi quasi mai)

Erano i compagni portati per le lingue.
Perché si, io sono sempre stata profondamente negata.

Me lo ricordo ancora, F.Sanna. Tredicenne con un mucchio di problemi, ultimo della classe, non frequentava quasi mai e quando frequentava dormiva. Però poi arrivava l’ora di inglese e lui Taaac, si accendeva come una lampadina. Le sapeva tutte. Chiacchierava con il professore che manco Obama e il suo interprete.

Minchia, pensavo io. Persino Sanna sa l’inglese e io continuo a prendere 4?

Ovviamente il problema non è solo l’inglese. Basti pensare che i miei genitori hanno sempre parlato tra di loro e con i parenti vari in dialetto stretto logudorese  (sassarese). Ecco, io dopo anni e anni lo capisco ma non so dire una sola frase.

“La colpa è tua mamma, perché a papà e alle tue sorelle parlavi in dialetto, e a noi solo in italiano!”

“Colpa mia? Ma se lo facevo per voi, per non confondervi, per darvi un insegnamento corretto”

“Cioè, fammi capire, proprio da questa cosa hai iniziato a fare quella all’avanguardia?”

Con il tempo la situazione è peggiorata, dopo che ho smesso di studiarlo a scuola quel poco che sapevo l’ho completamente dimenticato. Ho fatto diversi viaggi all’estero, sempre facendomi prudentemente accompagnare da chi l’inglese lo conosceva e buttandomi in un angolo non parlavo con nessuno per giorni.

È questo il grande smacco, la vergogna. Io viaggio per conoscere le persone, per interagire, per scoprire i loro mondi. Quando siamo andati ad incontrare la bambina Nepalese che avevamo adottato a distanza, lei di dieci anni sapeva più inglese di me e io ho passato il pomeriggio a chiedere al mio compagno “Che ha detto, che ha detto?”.
Mi sono sentita veramente una pochezza.

Ho così iniziato un corso. La sera, dopo il lavoro. Fresca come una rosa, a momenti dormivo nei banchi come Sanna. Superato l’esame finale che dal Level 2 (2!) Mi portava al più professionale level 3, mi sono accorta che è proprio vero quello che dicono: se non la parli costantemente, l’altra lingua te la scordi.

Ma io con chi la posso parlare? Ho pensato di proporre al mio compagno di far solo conversazione in inglese quando torna a casa ma ammetto che poi ci perdiamo tra i vari Hai chiamato l’elettricista?-hai portato giù il cane?-cambi tu il pannolino allo gnomo?-quella tua rivista è là da sei mesi non lasciarmi sempre le cose in giro.

Che a dirli in inglese con il caratteristico tono da rompipalle si fa un pochino di fatica.

Insomma, questo per dirvi che adesso che sono disoccupata (ma con la mente fin troppo occupata) tornerò di nuovo dietro i banchi.

Vi avviso. Se non imparo niente neanche stavolta mi trasferisco a Londra, mi appendo un cartello al collo con su scritto “no brexit” e inizio a far conversazione con gli scoiattoli



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mammainmissione
4 anni fa

Ce la devi fare :-)!!!
Good luck!

mapiova
4 anni fa

Ti dirò… Quando nel 2002 sono andato in canada per la gmg (giornata mondiale della gioventù) ricordo che il primo giorno con i ragazzi che partecipavano con me siamo andati in un supermercato a fare delle provviste. Arrivati alla cassa chiediamo: “How much?”. Risposta: “Siete italiani, allora vediamo sono 5 dollari”. Il prezzo me lo sono inventato ma la scena è reale. E’ stato allora che mi è sembrato inutile studiare l’inglese.

Mindfulmamma
4 anni fa

Ahahah mamma zen, mi sto troppo divertendo a leggerti stamattina!!! Ti starò sulle palle ma io amo le lingue! Soprattutto l’ inglese! Se posso darti un consiglio, per esercitarti, prova a guardare film o telefilm che già conosci in inglese! Si imparani nuovi vocaboli e si fa l’ orecchio alla lingua. Il mio obiettivo ora sarebbe imparare lo spagnolo!