Acqua

Acqua

Come ho avuto modo di raccontarvi giusto una volta o due (stress!)Lo gnomo non è, non è mai stato e mai sarà esattamente quel tipo di bambino che dove lo metti sta.

Ultimamente poi giocherebbe tipo 24h su 24 e cerco senza successo una modalità off dietro il suo collo, la sua schiena, sotto i piedi. Ma niente.

Non ci sarebbe nulla di male se non fosse che vuole giocare solo in compagnia e non avendo io al momento un bambino della sua età da noleggiare allo scopo, mi subisco ore e ore di: birilli, plastilina, palle e palloncini vari, canzoncine di ogni sorta, puzzle, pesca, motorette, sabbia cinetica e chi più ne ha più ne metta.

Ho deciso allora che fosse il caso di investire tutte le mie risorse fisiche ed economiche in qualche attività pomeridiana che non fosse il consueto parco, visto anche il tempo brutto di queste settimane.

Quando era nella pancia Jp aveva già iniziato a dimostrare di che pasta era fatto, agitando sedere, piedi e testa contro le mie povere parti basse. Si calmava solo e unicamente in un modo: con l’acqua.
Direzionavo il getto d’acqua calda sulla bocca dello stomaco e la facevo scivolare giù: magicamente si quietava.

Anche i primi bagnetti dopo la sua nascita lo calmavano molto, lui sempre così agitato e lamentoso, in un istante si rilassava.

Quando aveva 4 mesi l’ho iscritto al corso di acquaticità ed è stato amore a prima vista. Da allora non ha mai smesso e crescendo è diventato un appuntamento fisso con il papà, per creare il loro momento di intimità. Sia il bagnetto della sera che il corso settimanale in piscina.

L’acqua del mare la gradisce meno, la osserva, emette urletti di gioia ma è restio a fare il bagno.
Presumo sia dovuto alla temperatura fredda.

 

 

In più l’altro giorno lo abbiamo iscritto ad un laboratorio musicale basato sulla learning music theory, dove resterò anche io presente. Balli, canti, ascolto della musica, movimenti liberi del corpo, socializzazione con altri bambini…
Si è divertito da matti e sembrava così a suo agio e sorridente che la maestra gli ha più volte fatto i complimenti.

Alla fine il problema, se così si può chiamare, è combattere la noia. Farlo sfogare, trovare delle attività che gli piacciono e lo divertano davvero.

Riuscire a farle con lui senza doverci rinunciare per lavorare è per ora un grande privilegio.



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