La scelta dell’asilo

La scelta dell’asilo

 

Che criteri ho usato per scegliere, con non poche difficoltà, il nido che sembrava più adatto a noi?

Diversi.

Avrei optato per il nido pubblico, se non fosse che i tempi di attesa erano davvero troppo lunghi e io avevo necessità immediata. Una volta sentí dire a una collega che lei non avrebbe mai mandato la figlia al pubblico perché poi sarebbe “tornata puzzolente come gli egiziani”. Allora mi fu subito chiaro cosa NON volevo essere e cosa mio figlio diventasse.

Per la materna sicuramente opteremo per la scuola pubblica. Però devo ammettere che il bello della privata è che hai decisamente più scelta e credetemi, ne ho visitate parecchie.

Ho fatto caso a:

  •  Pulizia.  Ora, senza far la precisina, in un nido i bambini correvano con le scarpe con cui andavano anche fuori e dividevano il cortile col parcheggio del vicino. “Ma noi passiamo lo straccio tutti i giorni” mi  ha detto l’educatrice mentre un bimbo di 9 mesi cercava di ciucciare la scarpa del compagnetto più grande. no no.
  • L’Attenzione. Sono stata in un nido in cui la coordinatrice non ha nemmeno guardato in faccia lo gnomo, anzi, quando lui ha cercato di andare a toccare i giochi si è quasi stizzita che io non cercassi di tenerlo fermo più di tanto. Mi parlava solo di prezzi e non ci ha mai fatto uscire dal suo stanzino asettico. Bocciato.
  • Caos. E va bene che i bambini fanno rumore, ci mancherebbe, devono correre e urlare sennò che bambini sono? Ecco, però magari quando è ora di correre non si mangia e quando si mangia non si corre e non si passa la scopa a terra (giuro è successo)
  • Spazio all’aperto. Vivendo in un posto dove fa caldo 10 mesi l’anno tenere i bambini costantemente chiusi  nello stesso ambiente credo sia una tortura.  Eppure per molti sembra proprio un surplus inutile
  • Le educatrici. Molte coordinatrici non fanno nemmeno lo sforzo di presentartele. Guardo i loro occhi, la dolcezza che emanano, il sorriso con cui si rivolgono agli gnomi. Cerco di captare che non siano educatrici vecchio stampo, della serie “bambino furbo che ci frega gli faccio vedere chi comanda”. Non si possono più sentire certe frasi

I prezzi sono sempre stati più o meno equilibrati tra loro, e quando ce n’era uno troppo economico la motivazione era in genere abbastanza palese.

Ma ha senso, mamma,  per risparmiare magari 20 euro andare in un posto che non ti fa sentire serena al 100%?

Che dire, quello giusto dovrei averlo trovato. Si spera.

Il fatto che seguano poi il metodo Montessori è stato importante ma non predominante nella scelta.

Oggi primo giorno di inserimento e JP ha pianto come un matto quando doveva andare via.  Buon segno no?

Non vedo l’ora di iniziare a pieno ritmo e no, non mi sento in colpa per niente.  Mio figlio in certe situazioni sta benissimo anche senza di me.

E io senza di lui, sia chiaro.

Buona avventura Gnomo mio scalmanato



Lascia qui un commento

Lasciaci il tuo parere!

Rispondi

  Subscribe  
Notificami