Smettila di fare i capricci #Libri

Smettila di fare i capricci #Libri

Non so da dove cominciare nello scrivere di questo libro che mi ha particolarmente colpita, senza rischiare di apparire come la solita madre fricchettona e fuori dalla realtà.

Perciò faccio alcune premesse:

A) è vero, il mio approccio alla maternità  è molto pro… natura, diciamo.
Ma non sono né integralista né estremista, anzi. Sono molto lucida, razionale, mentale. Parto sempre dal presupposto che in ogni teoria c’è del buono, e comunque tutto è adattabile in base a quello che si è.

Pensi di essere una signorina Rottermeier? ecco, allora questo libro forse non è per te.

Sei pronta e mettere in discussione ogni punto di vista e PRINCIPALMENTE il tuo? Si? Allora possiamo continuare

B) non credo che tutto quello che c’è scritto sia attuabile, bisognerebbe essere dei santi o fare yoga almeno 5 ore al giorno per non perdere mai la pazienza come è indicato. Le teorie sono a mio avviso validissime ma sono appunto, teorie. Che spesso si scontrano con l’embolo che mi parte all’ennesimo frigno per non volersi cambiare il pannolino nonostante la pupù strabordi da ogni dove.

c) ci sono alcune cose che nella vita uno da per assodato. Quei 2, 3 principi cardine che sono attaccati alla tua mente, al tuo dna, anche se non sai bene dove li hai presi. Ripetute stagioni di SOS TATA? Educazione ricevuta da genitori a loro volta mal istruiti? Cultura? non si sa. Ma toglierseli di dosso è molto difficile, se non impossibile.

Con queste premesse, avrete già capito il tenore del libro in questione.

 

Autori: Roberta Cavallo e Antonio Panarese.
Hanno scritto diversi libri, hanno lavorato in comunità per minori e fanno varie consulenze in giro per l’Italia.

Cosa dicono, sostanzialmente?

CHE SBAGLIAMO TUTTO

anni e anni di educazione fondata sulla repressione, sulle regole eccessive, sui troppi no, sull’aspettarsi che il bambino si comporti come un piccolo adulto anziché lasciarlo libero di esprimersi, realizzarsi, essere se stesso (in altre parole seguire la sua natura) hanno portato alla generazione di anaffettivi, aggressivi, insoddisfatti e insicuri che siamo ora.

il tutto perché? ma perché siamo pieni di paranoie, terrorizzati dai VIZI, dalla MALEDUCAZIONE e dai CAPRICCI e che quel piccoletto alto meno di un metro ci freghi e prenda il comando.

E invece i capricci non esistono. O meglio, non esistono secondo il nostro comune pensare. I capricci sono sempre segno di disagio, dietro c’è sempre un motivo (11 per l’esattezza, spiegati e riportati uno per uno) e vanno dalla mancanza di attenzioni al sentirsi trascurato all’essere sotto tensione.

Noi genitori non sempre riusciamo ad essere pazienti e empatici, avvolti come siamo da una spirale di stanchezza, stress, impegni vari e seriosità (non giochiamo mai con i nostri figli! e non si parla della macchinine, si dovrebbe giocare sempre. Mentre gli laviamo i denti, quando non vuole andare a letto, quando non si vuole vestire la mattina.) Noi genitori dobbiamo semplicemente – semplicemente! – sorridere, farci vedere sereni e rilassati e complici… solo così si instaurerà un rapporto di fiducia che minimizzerà i capricci.

E LE REGOLE?

ci sono, tranquilli. perché sia chiaro, qui nessuno comanda e non è un gioco di forza.
La sola e unica guida è il genitore.

che però deve essere FERMO. STABILE. COERENTE . AFFIDABILE.

Permissivo ma non debole, dolce ma decisionista.

(Aiuto)

i NO, ad esempio, devono essere limitati a pochi casi reali per non perdere di credibilità.

quanti NO sono veramente necessari e altri invece li diciamo solo perché ci sembra che una cosa non sia giusta da fare? Poi magari basta un attimo per fermarsi e chiedersi: ma perché non si può?

Infondo il bambino veramente viziato altro non è che un bambino a cui è stato dato tutto, fuorché ciò di cui aveva veramente bisogno.

In definitiva, c’è un passo del libro che mi è piaciuto tantissimo e che dice una grande verità innegabile.
Solo per questo vale l’acquisto e risponde a tutti quei genitori che pensano che limitare i NO e comprendere i figli significa farli diventare dei bulli.

In un passo breve, spiega chiaramente che nella società di oggi siamo estremamente duri, intolleranti pieni di pretese coi bambini piccoli. Ci aspettiamo facciano già i grandi, che a 1 anno capiscono subito ciò che per loro è fisiologicamente impossibile da capire – prima impara la disciplina meglio è! prima impara a dormire da solo meglio è! lui si deve adeguare a noi, non noi a lui! Prima si stacca dalla tetta della mamma meglio è, sennò non sarà mai indipendente!-

già, indipendenza. però poi ci scordiamo completamente di questa indipendenza e di questi metodi quando sono adolescenti, e indipendenti dovrebbero esserlo per davvero.

vieni da mamma che te le stiro io le camicie…

povero, hai studiato tanto? allora ti compro un bel regalo

nooo cosa vai a lavorare anche la domenica povero che vitaccia

se vai a vivere lontano da me poi io come faccio?

o da adulti:

te li do i soldi io per la casa, perché devi fare un mutuo di 30 anni poverino…

esci pure ogni sabato che il bambino te lo tengo io sta con nonna…

tieni ti ho fatto il pranzo così non devi cucinare…

Quanti, quanti ne conosco di adulti così, che a 40 anni si comportano ancora come se ne avessero 20? che sono eterni figli, anche quando diventano genitori.

Poi mettici la crisi, e hanno la scusa bella pronta.

Perché non c’è un SOS TATA per queste cose?

perché, perché rompiamo gli zebedei solo ai bambini, gli unici che non si possono difendere?

Per i dubbi, vedere punti a, b, c.



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