Le bimbolimpiadi

Le bimbolimpiadi

Puoi fare addominali per anni. Andare in palestra 5 giorni a settimana. Assumere un personal trainer. Fare footing intorno all’isolato per dieci volte.

Ma niente, niente sarà come la fatica fisica di correre dietro a un 16 mesenne convinto che muoversi sia la cosa più bella del mondo e che valga la pena farlo e rifarlo di continuo.

Ovunque. Fosse al parco o in spiaggia come al supermercato o dentro un bar, non fa alcuna differenza.                            Le persone che si incontrano e intralciano la sua folle corsa da pinguino ubriaco semplicemente non esistono. Vengono schivate all’ultimo se la forza di gravità lo permette altrimenti lo schianto con le altrui gambe sarà inevitabile. Inutili i loro commenti quasi affettuosi “piccolino … dove vai … attento”, perché lo gnomo corridore li ignorerà bellamente. Se la ride, anzi.

“Ma si tu prova a non rincorrerlo vedrai che poi si ferma quando non ci vede”.

Furono le mie ultime parole famose dette al padre ansimante… prima di ritrovare lo gnomo in stazione centrale pronto a salire sul primo treno!

Ora, io capisco tutta la bella teoria pedagogica secondo cui il bambino ha bisogno di esplorare, muoversi, toccare, buttarsi. Ci sta. Ma come si può far cozzare questa cosa col mondo reale, quello degli adulti, quello in cassa al fruttivendolo o in fila alle poste?

Non portarceli non è sempre possibile.

Che fare quando anche solo un cambio pannolino che lo distrae dalla corsa diventa una lotta all’ultimo pianto?

Ballare, certo. Cantargli nella vecchia fattoria, certo.  Dargli un giochino diverso, nuovo e simpatico.
Dirgli “ora basta ti devo cambiare che puzzi!”- come se gli importasse.

Va bene. Però io sono stanca. Poco allenata. Nessuno mi aveva avvisato che dovevo fare le Bimbolimpiadi 

In gran Bretagna dove si sa che il senso pratico la fa da padrone, vanno alla grande questi:

E le mamme non si fanno certo tanti sensi di colpa ad usarli.

Bambini al guinzaglio come cani, quindi?

Io non riesco a portare a guinzaglio manco il mio di cane, e pesa 3 kg.

Già vedo Jp correre come un pazzo, toccare qualcosa che non deve, io che tiro il laccio con forza e sbuuum farlo sbattere all’indietro.

Poi frugando nel suo zainetto dell’asilo ho scoperto dentro il taschino un filo strano:

Era già un dotazione! Avevo il bimboguinzaglio in casa e non me ne ero accorta.

Chiaramente Jp se lo è tirato tutto il tempo e si è lamentato finché non glielo ho tolto.

Questione di abitudine, obietterebbero gli inglesi.

Ma tanto ormai loro sono pure fuori dall’Europa, che me frega.



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