Mia madre, che di Freud se ne frega

Mia madre, che di Freud se ne frega

 

Per caso mi è capitato sott’occhio in libreria il libro di Francesco Abate “mia madre e altre catastrofi”,
ho letto la prefazione e non potevo non comprarlo

Avete presente quelle madri dolcissime, premurose, ad alto contatto, che lodano, incitano i figli e li vantano continuamente con parenti e amici?

Quelle chioccia, super coccole e comprensione?

Ecco. Pensate a quelle mamme là. Poi al loro opposto.
E vedrete mia madre.

Quanti di noi hanno avuto madri così?
“Inflessibile, caustica, cinica e generosa, frivola e dolente: la mamma di Francesco ha sempre l’ultima parola. Proprio come tua madre”

Sono 14 mesi che mi sforzo di non commettere gli errori di mia madre, e sono solo agli inizi … direi che la strada è piuttosto lunga.
“Quando sarai madre capirai!”
mi ripeteva inclemente quando forse non aveva voglia di star là a dare troppe spiegazioni.
È vero, molte cose le capisci solo dopo. Quelle giuste, ma anche quelle sbagliate.

La madre di Francesco è severa, poco democratica, schietta, diretta, si esprime con due frasi ricorrenti:
lo so io e lo so già.

Mia madre aveva, oltre il quando sarai madre capirai, anche la fissa del
“eeee ma come sei delicata!”
Ogni volta che le facevo notare che qualcosa non andava nel suo modo di fare e mi feriva profondamente, se ne veniva fuori con:    “eee ma come sei delicata”.

Dunque, non era lei che sbagliava, ma io eccessivamente sensibile.
Geniale, a suo modo.

Francesco è diventato un uomo rispettabile, onesto e mediamente felice.
Io, tutto sommato, me la sono cavata.

Forse infondo, a parte ledere un pochino l’autostima dei figli, li si tira su dritti comunque anche con metodi, diciamo, poco ortodossi, si insegna loro che non sono al centro del mondo.
Forse adesso siamo fin troppo istruite sul da farsi, attente, timorose di procurare chissà che traumi infantili.
Forse la salvezza sarebbe solo applicare una giusta via di mezzo che ahimè, è la cosa più difficile in assoluto.

Creare Equilibrio. Equilibrio. lo dice la parola stessa. Equilibrio. Stare su una gamba sola senza cadere. Riuscire a restare fermi.
Avere delle ottime basi.

Adesso che sono mamma mi ritrovo a dire delle frasi spesso sentite dire da lei, mi rimprovero, mi mordo la lingua; poi capisco che il fatto che io riconosca in quello che faccio degli errori significa probabilmente farlo diventare errore a metà.

E adesso che sono mamma forse semplicemente ho imparato a capire, a perdonare, e a riderci anche su.

Tempo fa andai ospite a una trasmissione televisiva.
Ero tra il pubblico esattamente seduta dietro Carlo Verdone quindi mi si vedeva bene.
Ovviamente avvisai in famiglia e qualche amico di sintonizzarsi sul canale.
Al ritorno a casa mi fiondai da mia madre:
“mamma allora hai visto?”
“e ho visto, ho visto…”
“e perché quella faccia?”
cavoli che brutto vestito avevi”

Buona festa della mamma. In sacrosanto ritardo



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