Ma davvero un tempo dormivo 8 ore di seguito?

Ma davvero un tempo dormivo 8 ore di seguito?

Non è che riesca a formulare grandi pensieri.

Ho infilato nello stesso piede dello gnomo due calzini,  ho messo l’olio in frigorifero e i bastoncini findus nel cesto per il pane.
Mi sento la testa piena di ovatta e di giorno continuo a muovermi come una trottola in mille faccende affaccendata per il semplice motivo che se mi fermassi, sverrei.
Ogni tanto c’è un unico pensiero che mi si presenta sulla testa, bussa piano, si fa strada un vecchio ricordo, una domanda:
ma davvero un tempo dormivo 8 ore al giorno?

Quando è stato? Andavo a letto alle 23 e mi svegliavo alle 7? Senza svegliarmi mai? Magari giusto così, una capatina al bagno?

Sarà, ma mi sembra non siano mai esistite quelle notti, che la norma sia proprio svegliarsi di continuo, guardare l’orologio e vedere che sono le 2, le 3, le 5… come se si trattasse del pomeriggio.

Questa notte al terzo risveglio in un’ora, nel silenzio della notte, mentre avevo lo gnomo in braccio e sentivo russare il mio compagno beatamente, mi è salita una rabbia, una tristezza, un nervoso…
Devo dormire. Ho bisogno di dormire. Devo dormire.

Ho poggiato (neanche troppo delicatamente lo ammetto) JP nella culla per non dare di matto,fin quando il suo pianto disperato non ha svegliato anche lui (ben gli sta 😈).

La verità è che avere un figlio che non dorme è un innamoramento lento, più travagliato rispetto ad altri.
Passi i primi mesi a chiederti : perché proprio a me?
E poi ti rassegni,accetti la cosa, e inizi a risponderti:
Perché non a me?

Non cambierei mio figlio con nessun altro bambino, da mamma non obiettiva quale sono lui mi sembra più dolce, più simpatico, più intelligente di tutti.
Amo le sue guance rotonde e rosse, il suo ammucchiarci dentro il cibo come se fosse un criceto.
Adoro il suo modo buffo di gattonare,con una gamba tesa di lato, che lo fa sembrare il figlio del dottor House.
Mi fa impazzire la sua risata, il suo battere le mani quando non riesce a far qualcosa, come a darsi coraggio.
Mi sciolgo quando lo prendo in braccio e si avvinghia tipo cozzaal mio collo e vengo inondata da quel profumo misto di biscotti, detergente, salvietta per le mani e anche un po’ saliva di cane. Bleah.

Forse,mi dico,se dormisse non sarebbe lo stesso bambino. E poi posso farcela, sono sopravvissute tante persone a un bimbo che non dorme. 2 anni? 3? Durerà quanto deve durare.

Poi ci sono notti come quella appena passata, e risvegli con gli occhi rossi e che bruciano.
La lavatrice da fare e il corriere con i pacchi da scaricare e il cane da portare a passeggio.
Povero Masua, sempre accanto con dolcezza e non chiede altro che una carezza e di tirargli una pallina ogni tanto.
Poi però la notte resta a dormire in salotto, il traditore. E come ronfa.



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