Milano Milano

Milano Milano

 

Questa è una foto di Milano di 2 settimane fa. Un sardo, vedendola, esclamerebbe: “Ceee che cielo brutto” (perché il ceee davanti a ogni esclamazione al cagliaritano non manca mai).
Forse è questa ormai la differenza sostanziale tra un sardo e me.
Io il cielo, non lo vedo neppure. Io vedo solo una bellissima piazza e il duomo con la sua imponenza che ti lascia senza fiato.

Domani lascio Milano dopo più di 8 anni. Ho amato questa città spesso più di quanto abbia mai amato la mia terra. Senza denigrarla mai, cercando di non riempirmi la bocca dei soliti stereotipi e colma di gratitudine perché a differenza della mio luogo di origine, mi stava dando una possibilità.

Ho amato questa caotica ma ordinata città quasi con timore, quasi osservandola da lontano, quasi sapendo di non potermela permettere. L’ho amata in maniera imbarazzata e timida,con un lieve complesso di inferiorità.
Mi sono a volte sentita come un’operaia che si innamora del presidente della sua fabbrica. Dentro di sé lo sa che è impossibile … però ci spera.

Mi hai fatto sentire sola, Milano, specie agli inizi, quando ho avuto delle difficoltà ad integrarmi, quando tutti sembravano troppo impegnati e occupati per riuscire a trovare il tempo di uscire a fare due chiacchiere, e gli unici ad accogliermi veramente e a farmi sentire a casa sono stati i tanti originari del sud, con la loro ospitalità e il loro sorriso.
Mi hai fatto arrabbiare, Milano, quando andare in cerca di un appartamento diventava lo show delle assurdità con catapecchie vendute a prezzi stellari e gli agenti immobiliari che ti facevano sentire l’ennesima pezzente.
Mi hai fatto paura, Milano, quando uscire dall’ufficio alle sei del pomeriggio veniva visto come scarsa voglia di lavorare e stare fuori casa 14 ore al giorno la normale prassi.
Mi hai letteralmente terrorizzato invece, quando per i tuoi asili nido sono arrivati a chiedermi rette di 800 euro al mese, rifiutandomi l’ingresso in quelli pubblici.

E allora, Milano, perché ti amo così?
Per la tua classe e la tua eleganza.
Per le tue vie del centro. Per l’atmosfera magica. Per la cordialità dei tuoi abitanti. Perché accogli tutti. Per la tua internazionalità. Per la tua fame di cultura. Per le tue mostre. Per le chiese un po’ nascoste. Per la molteplicità dei servizi. Per i tuoi paesaggi che ti stupiscono in quanto non te li aspetti. Perché “se non c’è a Milano non esiste”.

Perché non lo sai bene, ma si ama e basta.

Io, vedete, non sono davvero sicura che questo sia il passo giusto e la scelta migliore per la mia famiglia.
Non sono sicura di niente ma una cosa la so: chi non prova mai, chi non si muove, è perduto.
Voglio provare.
Cagliari. Nuovo arrivo.



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