Son tutte belle le mamme del mondo

Son tutte belle le mamme del mondo

Son tutte belle le mamme del mondo, diceva una vecchia canzone.
E poi?  Cioè, dico, poi cos’altro diceva? No perché sfido chiunque a ricordarsi il resto del testo. In ogni caso, sono davvero tutte belle le mamme del mondo, io in particolare ho conosciuto queste:

1) LA MAMMA GENERALE:
Lei non ha una famiglia. Ha un campo base. Sveglia alle 8. Attività ludiche mattutine fino all’ora di pranzo alle 12.30. Pisolino pomeridiano rigorosamente dalle 15 alle 17 e se malauguratamente lo gnomo dovesse svegliarsi prima del tempo verranno provate tutte le tecniche di riaddormentamento presenti sul mercato, comprese anche quelle del pianto ad oltranza. Bagnetto alle 18.30 e cena alle 19.30.
Alle 21.00 precise deve dormire da solo, nel sul letto, nella sua stanza, fino almeno alle 8 della mattina successiva per ricominciare la giornata. I cambi programma sono ammessi come delle eccezioni nel numero di massimo 3 al mese. Ad ogni pianto lo gnomo verrà accusato di capricceria inutile e posto in punizione nell’angolino per 5 minuti da cui uscirà solo dopo aver chiesto scusa

2) LA MAMMA BIO:
Nel migliore dei casi i pannolini sono quelli dal costo di 40 centesimi l’uno comprati nel negozio bio più cool del momento perché gli altri gli arrossano il culetto, nel peggiore sono quelli lavabili che non reggono una pipì neanche se gliene metti quattro.
Anche il cibo è rigorosamente bio-equo solidale-km 0 tutti insieme, dalla banana coltivata dai bimbi sordomuti del Ghana all’omogenizzato a 6 euro al vasetto perché fatto con manzo selezionatissimo delle praterie argentine.
Detergente, crema per il cambio, lozione idratante sono acquistate solo su internet da siti tedeschi da cui non si capisce una mazza e contengono solo e unicamente ingredienti naturali. Il biscotto nel latte è veleno, lo zucchero e il sale opere del demonio. La verdura prima di essere cotta viene lavata talmente tanto e bene da dimagrire due etti.

3) LA MAMMA NON È CAMBIATO NIENTE
Non si capacita che la sua vita ormai è cambiata per sempre. Esordisce subito dopo il parto con frasi come “non allatto altrimenti mi rovino le tette”. Ha il terrore di annullarsi dietro al figlio e di passare gli anni successivi a parlare solo di pappe e pannolini. Riprende a lavorare quando lo gnomo ha un mese di vita perché lei deve sentirsi realizzata e ha bisogno di staccare, fa fare ai nonni o alla tata gran parte del lavoro duro perché lei non ha tempo. A una settimana dal parto (avvenuto con cesareo perché nel 2015 è assurdo dover soffrire) ha perso tutti i 7 kg presi in gravidanza ed è in splendida forma. Non rinuncerebbe mai all’aperitivo settimanale con le amiche. Nei casi più estremi si fa chiamare per nome e non mamma che sennò sembra più vecchia. È sempre vestita alla moda e truccata impeccabilmente, ti accorgi che ha una figlia solo quando le vedi vestite uguali passeggiare per le vie del centro.

4) LA MAMMA HIPPIE:
Lei suo figlio lo sente. Punto. Ogni giorno gli lascia addosso solo il pannolino, si spoglia anche lei e stanno e stretto contatto per entrante in sintonia. Non usa passeggini ma solo fasce rigide (le elastiche o i marsupi sono troppo banali). Allatta fino ai 5 anni di età in tutti i luoghi e in tutti i mari e fa parte del lega del latte. Non usa ciucci né biberon perché sono un sostituto del capezzolo e vanno contro natura. Non crede all’esistenza delle coliche. Ha firmato una petizione per rendere il latte artificiale vendibile solo dietro prescrizione medica. Partecipa a un corso yoga con suo figlio da quando lui ha 8 mesi di età e ogni pianto è visto come la causa di mancanza di attenzione e contatto. Il box non lo usa perché è una gabbia e il lettino con le sbarre non serve visto che lo gnomo dormirà attaccato a lei fino a che vorrà. Non dà le pappe al bambino ma fa autosvezzamento.

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Chi sono io e chi siamo la maggior parte di noi? Di tutto un po’. E forse è giusto così. Personalmente credo che ci sia da imparare da ogni mamma, che apprezzo e ascolto anche spesso non condividendo.
C’è solo una mamma che non riesco proprio a mandar giù, che mi sta qui.

5) LA MAMMA A ME NON POTREBBE CAPITARE:
Sia che tuo figlio pianga, sia che non dorma, sia che ciucci ancora dal seno superati i 6 mesi, la sua espressione è sempre la stessa. Di odiosa sufficienza.
Perché le si legge negli occhi, si capisce benissimo quello che pensa guardandoti.
Pensa “a me non potrebbe capitare”.
Tuo figlio si ammala troppo spesso?
Il suo assolutamente no, mai. E quando te lo racconta ti dice “sono fortunata” ma in realtà pensa “perché io lo copro bene e esco nei momenti giusti mica come te screanzata”.
Tuo figlio non dorme? Il suo ovviamente tira 12 ore di seguito e lei racconta fiera “è proprio bravo”.
Ma in realtà pensa “perché io lo so calmare conosco mio figlio gli faccio fare massaggi lo lascio piangere gli ho tolto il seno so fare cose giuste non come te.”
Tuo figlio non mangia? Il suo divorerebbe un drago. “È di buon appetito” esclama la bravissima mamma. Salvo poi pensare “chissà che schifezze gli dai da mangiare tu!”
Ecco. Io queste mamme che si credono incolumi a tutte le piccole e grandi rogne della maternità non capisco mai se mentono o sanno vedere le cose in maniera molto positiva o hanno delle tecniche davvero magiche.
Mi verrebbe da augurarle qualche nottatuccia insonne ma il loro gnomo non se lo meriterebbe.
Però così, giusto un pochino. Tanto per farle capire che a tutte tutto può capitare.
Nessuno è escluso. Nessuno.



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[…] imparato col tempo a tollerare le madri a me non può capitare, riesco a gestire benino la […]